Rsa di Ripatransone al limite: pazienti tra caldo e insetti, operatori costretti a fare i portieri

Rsa di Ripatransone al limite: pazienti tra caldo e insetti, operatori costretti a fare i portieri

La RSA di Ripatransone è ormai al limite dell’operatività. Pazienti fragili e non autosufficienti sono costretti a sopportare temperature soffocanti, mentre OSS e infermieri affrontano turni stremanti, organici ridotti all’osso e incombenze che nulla hanno a che vedere con l’assistenza.

In alcune giornate la copertura del turno del mattino si riduce ad appena tre OSS. Nei prospetti compaiono operatori che, nella realtà, non sono presenti oppure vengono distolti per coprire altre sedi.

Si creano così veri e propri “turni fantasma”, con una differenza evidente tra il personale indicato sulla carta e quello realmente disponibile in reparto.

A pagare questa organizzazione sono i lavoratori presenti, costretti a sostenere carichi sempre più pesanti, e soprattutto gli ospiti della struttura.

Nonostante i sopralluoghi dell’Ufficio Tecnico e le promesse di intervento, l’impianto di climatizzazione non è stato ancora realizzato. Pazienti anziani, fragili e spesso non autosufficienti trascorrono così le giornate in ambienti soffocanti, mentre gli operatori devono svolgere attività fisicamente impegnative in condizioni ormai insostenibili.

Per cercare un minimo di sollievo, spesso non resta che tenere aperte le finestre. La struttura è dotata di zanzariere, ma molte risultano danneggiate e di fatto, non garantiscono più un’adeguata protezione.

La conseguenza è l’ingresso di zanzare, vespe e altri insetti nelle camere e negli ambienti assistenziali, anche vicino ai letti di pazienti che non sono in grado di proteggersi autonomamente.

Ancora più assurda è la gestione del cancello di accesso, che deve essere aperto e richiuso manualmente dagli stessi OSS e infermieri, anche al di fuori degli orari di visita. A ogni ingresso, un operatore deve interrompere l’assistenza, allontanarsi dal paziente, raggiungere il cancello, aprirlo e successivamente tornare a richiuderlo. Tutto questo si ripete numerose volte durante il turno.

Nelle fasce con maggiore affluenza, gli operatori finiscono per trascorrere più tempo a fare avanti e indietro per il cancello che accanto agli ospiti. Ogni apertura può significare un’igiene interrotta, una mobilizzazione rinviata, una richiesta di aiuto che deve attendere oppure un collega lasciato solo a gestire il reparto.

Mentre OSS e infermieri vengono trasformati in portieri, nelle stanze restano pazienti anziani e non autosufficienti che hanno bisogno di assistenza. In una struttura già gravemente carente di personale, anche pochi minuti sottratti ripetutamente al reparto diventano ore di assistenza perduta. A ciò si aggiunge la necessità di raggiungere magazzini dislocati su altri piani e collocati in locali inadeguati, con ulteriori e continui allontanamenti dal reparto.

Chiediamo alla Direzione interventi immediati: il ripristino di organici realmente adeguati, il rispetto dei limiti previsti per il numero degli ospiti, la realizzazione dell’impianto di climatizzazione, una diversa organizzazione dei magazzini e l’installazione di un sistema che consenta di gestire il cancello senza sottrarre OSS e infermieri all’assistenza.

Non servono altri sopralluoghi o nuove promesse. Servono soluzioni concrete, perché il personale deve poter tornare a svolgere il proprio lavoro: assistere i pazienti, non aprire e chiudere cancelli.

Una sola nota positiva: la pioggia di ieri ha regalato a pazienti e operatori qualche ora di sollievo. Ma il caldo tornerà presto e, visto che non si intravede neppure l’arrivo di un condizionatore portatile usato, agli ospiti non resta che attendere fiduciosi l’autunno.

Evidentemente, alla RSA di Ripatransone, il piano contro il caldo è affidato alle previsioni meteo: se la Direzione non interviene, prima o poi ci penseranno la pioggia e il cambio di stagione.


Segretario Territoriale NurSind Ascoli Piceno

Dott. Maurizio Pelosi