Il candidato sindaco del centrosinistra racconta un percorso costruito tra territorio, macchina comunale e impegno nazionale.
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prima del Parlamento, prima delle dinamiche nazionali e prima della candidatura a sindaco, per Giorgio Fede c’è stato il territorio. Il suo percorso pubblico nasce dal rapporto diretto con i cittadini, dall’ascolto delle esigenze quotidiane e dall’esperienza maturata nei quartieri, dove la politica assume la forma più concreta: quella dei problemi da raccogliere, delle richieste da interpretare e delle soluzioni da costruire.
Fede ha vissuto questa dimensione attraverso l’impegno nei comitati e l’esperienza da presidente di quartiere. Un ruolo che gli ha permesso di conoscere da vicino la città reale, quella fatta di residenti, servizi, necessità pratiche e relazioni dirette con l’amministrazione. È in questa fase che si forma una parte importante della sua idea di governo: una politica meno distante, capace di partire dai bisogni delle persone e di trasformarli in scelte amministrative.
Dal quartiere alla macchina comunale
A questo primo livello di esperienza si aggiunge quello maturato all’interno del Comune di San Benedetto del Tronto. Per oltre quarant’anni Giorgio Fede ha lavorato nella macchina amministrativa comunale, conoscendone uffici, procedure, tempi e criticità. Un bagaglio che oggi rappresenta uno dei punti centrali della sua candidatura: non solo una visione politica della città, ma anche la conoscenza concreta del funzionamento dell’ente.
Per Fede amministrare significa sapere come trasformare un indirizzo politico in atti, come far dialogare gli uffici, come evitare che le decisioni restino ferme dentro passaggi burocratici troppo lenti. La sua proposta si fonda anche su questo: mettere insieme ascolto del territorio e competenza amministrativa, senza tempi lunghi di adattamento.
L’esperienza parlamentare e il ritorno alla città
Dopo il lavoro nel Comune, il percorso di Fede è arrivato fino al Parlamento. Deputato del Movimento 5 Stelle e figura di riferimento del partito nelle Marche, ha maturato un’esperienza istituzionale nazionale che oggi sceglie di riportare dentro una sfida locale. La candidatura a sindaco viene presentata come una decisione di responsabilità verso San Benedetto, una città che Fede considera bisognosa di una nuova fase amministrativa.
Il passaggio da Roma alla competizione comunale rappresenta uno degli elementi più significativi della sua corsa. Non una discesa di tono, ma un ritorno alla politica di prossimità: quella in cui il confronto con i cittadini è diretto e i risultati si misurano sulla qualità della vita quotidiana.
La coalizione e il progetto politico
Dentro questo percorso personale si inserisce la coalizione che sostiene la candidatura. Attorno a Giorgio Fede si sono ritrovati Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, PSI, Cambia San Benedetto e Progetto Civico. Un’alleanza ampia, che prova a superare le divisioni del passato e a proporsi come alternativa alle amministrazioni degli ultimi anni.
La coalizione rivendica un programma costruito attraverso mesi di confronto e ascolto, con l’obiettivo di affrontare i nodi ancora aperti della città: dalla Cassa di colmata alla gestione dei quartieri, dalla programmazione delle opere pubbliche al rapporto tra cittadini e Comune.
La candidatura di Giorgio Fede si muove quindi lungo tre direttrici: territorio, amministrazione e istituzioni. Tre passaggi di uno stesso percorso, che oggi confluiscono nella corsa a sindaco di San Benedetto. La sfida sarà trasformare questa esperienza in una proposta capace di dare alla città una guida stabile, competente e vicina ai cittadini.