Nicola Mozzoni al Centro Agroalimentare Marche

Nicola Mozzoni al Centro Agroalimentare Marche

Il candidato sindaco si presenta di prima mattina agli operatori del CAM. Non un sopralluogo elettorale. Un impegno concreto: conoscere, ascoltare, agire.

La mattina che parla più di mille comizi.

Mentre la campagna elettorale si consuma tra manifesti e social media, Nicola Mozzoni sceglie una strada diversa. Stamattina, all'alba, si è presentato al Centro Agroalimentare Marche (CAM) — non con un microfono in mano, non con una troupe alle spalle, ma con la voglia concreta di capire come funziona una delle strutture più importanti e più sottovalutate dell'economia sambenedettese e dell'intero Piceno.

Con lui: il Vicepresidente del CAM, dott. Roberto Giacomini, il dipendente Emilio Santarelli e due candidati della sua coalizione — Domenico Pellei (lista Centro Civico Popolare) e Claudio Massi (lista Forza Italia). Una squadra trasversale, come trasversale è la visione di "Insieme per San Benedetto": non un partito che decide, ma persone diverse che lavorano nella stessa direzione.

Il messaggio di questa mattina è semplice e potente: se sarò eletto sindaco, non scoprirò le partecipate comunali dal primo giorno di mandato. Le conosco già. Ci sono già stato.



Le voci del territorio: chi ha incontrato Mozzoni.

Il candidato sindaco ha avuto la possibilità di incontrare direttamente alcuni degli operatori insediati nel Centro. Non è stato un incontro istituzionale a porte chiuse: è stata una conversazione aperta, concreta, tra chi deve governare e chi ogni giorno fa girare l'economia del territorio.


Blue Shark — operatori del Mercato Ittico. Una realtà che incarna la tradizione marinara di San Benedetto, quella che ha fatto grande la Riviera e che oggi cerca nuovi sbocchi e nuova visibilità.

Marche Frutta — mercato ortofrutticolo. Il cuore verde del Centro, collegamento diretto tra i produttori dell'entroterra piceno e la distribuzione regionale e nazionale.

Banco Alimentare — presenza silenziosa e fondamentale. Simbolo concreto di quella funzione sociale che il CAM può e deve svolgere per le fasce più vulnerabili della comunità.

Spedizioniere Antonelli — la logistica che muove le merci, collega San Benedetto ai mercati italiani ed europei e che dal CAM dipende ogni giorno per operare in modo efficiente.


Tutti, indistintamente, hanno accolto la visita con entusiasmo e soddisfazione. Non per cortesia istituzionale, ma perché — come hanno dichiarato — quella di Mozzoni è stata percepita per quello che era: il gesto di chi vuole capire prima di decidere, ascoltare prima di promettere, conoscere prima di governare.


Il messaggio emerso dagli incontri è stato chiaro, unanime e urgente: il Centro Agroalimentare Marche ha bisogno di idee fresche. Non domani. Non nel prossimo piano triennale. Adesso.

Una struttura che esiste, che funziona, che ospita realtà importanti — ma che negli ultimi anni ha perso visibilità, capacità di attrazione e peso strategico nel territorio. Un patrimonio che rischia di essere sprecato non per mancanza di risorse, ma per mancanza di visione e di volontà politica di valorizzarlo.

"Il CAM non è solo un mercato. È una porta di accesso all'economia del Piceno. Se lo gestisci bene, diventa un motore. Se lo abbandoni, diventa un peso. Noi vogliamo che torni a essere un motore."

La visione di Mozzoni: il CAM come leva di sviluppo del Piceno.

Per Mozzoni, il Centro Agroalimentare Marche non è una pratica burocratica da gestire. È una delle chiavi di volta di quella visione integrata di sviluppo del territorio che è al centro del suo programma: il porto, l'entroterra, la filiera agroalimentare, il turismo esperienziale — tutto connesso, tutto valorizzato, tutto proiettato verso i mercati nazionali e internazionali.

Le direzioni su cui si è ragionato stamattina sono concrete e immediate:

  • il CAM come società partecipata deve essere gestita con criteri imprenditoriali chiari, obiettivi misurabili e una leadership capace di intercettare opportunità di mercato.

  • il Centro deve tornare a essere conosciuto, riconosciuto e frequentato. Campagne di comunicazione, presenza nelle fiere di settore, collaborazioni con la GDO e i mercati europei.

  • connettere in modo strutturato i produttori dell'entroterra piceno con il mercato del CAM, creando un circuito virtuoso che porta valore all'intera provincia.

  • potenziare e istituzionalizzare il ruolo del CAM come presidio di solidarietà, in collaborazione con il Comune e il terzo settore.

  • rendere il CAM un polo attrattivo per aziende del settore agroalimentare, della logistica e della distribuzione, con condizioni competitive e servizi di qualità.

Questo è il metodo Mozzoni: i fatti prima delle parole.

In una campagna elettorale dove tutti parlano di futuro, Nicola Mozzoni è andato a vedere il presente. Con i propri occhi. Di persona. Alle prime ore del mattino. Senza aspettare di essere eletto per cominciare a fare.

Questo è lo spirito che porterà in Comune: quello di un sindaco che conosce il territorio perché ci è stato, che ascolta gli operatori perché li ha incontrati davvero, che governa le partecipate perché le ha già visitate da candidato.

San Benedetto del Tronto ha bisogno di un sindaco che non arrivi al primo giorno di mandato chiedendosi dove si trovano gli uffici. Ha bisogno di qualcuno che sia già al lavoro. Nicola Mozzoni lo è già.

Il 24 e 25 maggio — Vota Nicola Mozzoni Sindaco · «Insieme per San Benedetto»

Nicola Mozzoni Sindaco · Insieme per San Benedetto · www.nicolamozzoni.it


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