San Benedetto, l'ora di Mozzoni: «Si inizia a correre tutti insieme verso un'unica meta, la nostra città»

San Benedetto, l'ora di Mozzoni: «Si inizia a correre tutti insieme verso un'unica meta, la nostra città»

San Benedetto del TrontoIl silenzio solenne di un’aula consiliare gremita, lo sguardo emozionato, il tricolore che si posa sulla spalla. Poi, la formula che cambia tutto e apre ufficialmente una nuova pagina: «Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana».

Si è aperto così, nella mattinata di oggi, il primo consiglio comunale dell'era di Nicola Mozzoni. Un debutto carico di aspettative, dove l'emozione del sindaco si è trasformata in un discorso che ha unito determinazione e un forte appello alla collaborazione: «Grazie, vedo nella platea la presenza di molti che hanno corso con me e di altri che hanno corso per ideali differenti, però è chiaro che da questo momento si inizia a correre tutti insieme verso un'unica direzione che è quella della nostra città».

Sono parole pesate e dirette, con cui Mozzoni ha voluto immediatamente chiarire quale dovrà essere il clima politico ed umano tra i banchi dell’assise cittadina per i prossimi cinque anni: «Io sono sicuro che noi ci scontreremo e al contempo ci confronteremo, sarà proprio questo rapporto di scontro – confronto a rappresentare il nostro punto di partenza».

Per stessa ammissione del neo sindaco, la vera spinta per questa nuova avventura amministrativa arriva dalla forte risposta emotiva avvertita tra le vie cittadine subito dopo l'esito delle urne. Un'energia pulita che Mozzoni ha voluto portare dentro l'aula nel suo intervento di stamane: «Ieri in centro c'era una manifestazione e tante persone mi hanno espresso la loro fiducia; questo significa che la città ha una gran voglia di ripartire».

Nessun trionfalismo nei piani del primo cittadino, che ha richiamato la sua maggioranza e l'intera macchina amministrativa al valore della vicinanza e del contatto umano con i sambenedettesi. «Io sono consapevole che ci vuole umiltà per ripartire e soprattutto la necessità di ascoltare». Una vera e propria dichiarazione d'intenti per il futuro della comunità, culminata in un impegno solenne per i prossimi anni di governo: «non vi posso promettere che non commetterò errori, ma vi posso promettere che ci rialzeremo insieme ed insieme percorreremo la strada che tra cinque anni ci porterà a consegnare, a chi verrà dopo di noi, una città diversa».

Un discorso che è andato oltre il protocollo politico e che ha svelato anche un lato intimo quando il sindaco ha voluto ricordare un insegnamento personale per definire lo spirito con cui affronterà il suo lavoro quotidiano: «Io ringrazio i dipendenti comunali. C'è una cosa che viene da mio padre, un insegnamento che porto nel cuore e che voglio fare mio insieme a voi: lavorando uniti potremo raggiungere grandi cose. Quindi, grazie a tutti». Un congedo che va oltre il semplice protocollo e che lascia la netta sensazione che da oggi, a San Benedetto, si sia davvero smesso di fare campagna elettorale per inaugurare la stagione dei fatti e mettere finalmente alla prova il nuovo esecutivo sul campo.