Ascoli - Il 13 dicembre alle ore 10 ad Ancona presso l'Auditorium "G. Mantovani" - Fiera della Pesca si terrà "Marche2020: Obiettivo Lavoro" con Gian Mario Spacca e Vittoriano Solazzi. Ad Ascoli Piceno intanto si è costituito il Circolo di Ascoli di Marche 2020. Valeria Senesi ha presentato questa nuova realtà alla quale ha aderito Miki Girardi con "InAscoli".
“Marche 2020 nasce un anno e mezzo fa
da un'intuizione del presidente Gian Mario Spacca socio fondatore
insieme a rappresentanti del territorio,- dice Valeria Senesi - nasce come associazione
culturale-politica fuori dai partiti perché vuole recuperare il
rapporto con i cittadini al di fuori dei posizionamenti e dei
ragionamenti delle stanze, ascoltiamo le persone con i bisogni di
tutti i giorni che non sono quelli che c'innamorano all'interno delle
assemblee, piuttosto le direzioni, le posizioni 1, 2 o 3, liste o non
liste. Nasciamo così, abbiamo ascoltato le richieste per un anno nel
territorio ora il 13 dicembre ad Ancona faremo le nostre proposte per
il programma regionale. Lo spirito di Marche 2020 è quello di dare
delle risposte serie e stigmatizzate sui problemi dei territori.
Perché questi circoli?
Perché ogni territorio ha la sua
difficoltà piuttosto che la sua proposta. Ascoli Piceno non è
Pesaro, non è Ancona, non è Macerata. Abbiamo delle esigenze anche
di costruzione di progetto che qui sono maggiormente sentite perché
è un territorio dilaniato dalle lotte interne dei partiti e tra le
fazioni. Perché non è più una questione politica ma questioni
personali. Per questo Ascoli non riesce a decollare. La provincia
picena non riesce a decollare come invece sta facendo Fermo dove c'è
entusiasmo, c'è più compattezza, non esistono recinti neanche tra
destra e sinistra, voglio azzardare, perché c'è il benessere del
territorio prima di tutto. E' quello a cui dobbiamo pensare noi.
Qui
chiudono aziende chiudono le attività, non si fanno infrastrutture.
Dobbiamo puntare ad una provincia, ad una città propositiva che
faccia rimanere le persone.
Marche 2020 riparte da qui. Perché Miki
Girardi? Perché è coraggiosa, ha fatto una scelta coraggiosa alle
comunali, è ripartita dai temi, approfondisce gli argomenti e ha
capacità progettuali grazie alla squadra che l'ha supportata. Ha
fatto una campagna elettorale non faziosa. E' questo per noi è un
punto di grande forza, perché a differenza del Pd che vede Marche
2020 come un totem assolutamente negativo, ma noi non siamo
assolutamente così, ci siamo posti sul piatto vogliamo partecipare
in una coalizione di centrosinistra anche al governo della Regione, e
non solo, siamo pronti a metterci a disposizione ma abbiamo ricevuto
solo dei no”.
"L’impegno politico dell’associazione inAscoli è nato fuori dai partiti - spiega Micaela Girardi - ed ha trovato linfa in quei cittadini che coltivano interesse e impegno per migliorare la comunità in cui vivono. L’attuale quadro politico locale è dominato dalla preparazione alle prossime elezioni regionali, che si svolgeranno tra pochi mesi.
L’associazione inAscoli sta seguendo con interesse l’azione del Presidente in carica Gian Mario Spacca nel dibattito politico che lo contrappone in questa fase al PD regionale, partito che sembra sempre più oppresso dalle competizioni carrieristiche dei propri esponenti e sempre più illuso – a torto come ha dimostrato il “caso” elezioni comunali ad Ascoli con il PD al 13% - che possa beneficiare del consenso elettorale di Renzi anche nelle elezioni amministrative.
Questi
preoccupanti segnali di autoreferenzialità hanno trovato di recente una pessima
conferma nel primo voto in Consiglio Regionale in favore dei c.d. “assessori
esterni”, cioè nella modifica allo
Statuto della Regione Marche che consentirebbe al Presidente della Regione di
nominare tutti gli assessori tra persone non elette in Consiglio Regionale: per
presunzione una certa sinistra non ha esitato a scomodare
Montesquie e la divisione dei poteri dello Stato, per tentare di giustificare
una volgare moltiplicazione di “poltrone” di cui il PD regionale ha disperato
bisogno per non scontentare nessuna delle numerose correnti interne.
In realtà, il
PD è stato troppo impegnato nelle faide interne e sino ad oggi non ha
dimostrato di aver costruito una solida candidatura per la Presidenza della
Regione Marche.
In questo quadro, la recente intervista di Gian Mario Spacca ad un quotidiano nazionale nella quale dichiara di volersi ricandidare per evitare che si disperda quanto di buono la Regione Marche ha realizzato, anche fronteggiando la crisi meglio di altre Regioni e mantenendo i conti in ordine, viene da noi vista con favore.
La candidatura fondata sul lavoro svolto nei due mandati dal Presidente in carica - se recepirà le istanze per i territori presenti nei programmi di movimenti politici come “inAscoli” - risulterà più innovativa rispetto alla scelta di candidati fatta nelle “segrete stanze di compensazione dei partiti” oppure con primarie costruite solo “ad excludendum”.
Primo appuntamento per Ascoli è "Etica e Qualità nel settore agroalimentare".