Primi movimenti in vista delle politiche 2027, Andrea Putzu potrebbe rompere gli indugi e annunciare la sua candidatura alle nazionali con Fratelli d'Italia

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Primi movimenti in vista delle politiche 2027, Andrea Putzu potrebbe rompere gli indugi e annunciare la sua candidatura alle nazionali con Fratelli d'Italia

La scelta del consigliere regionale finirebbe per dividere di nuovo e creare tensioni all'interno del centrodestra marchigiano, soprattutto dopo l'accesa querelle con Saturnino Di Ruscio sul caso di falso ideologico che vide coinvolto il fedelissimo di Francesco Acquaroli.

Le politiche del 2027 si avvicinano e a breve gli schieramenti politici lanceranno le rispettive campagne elettorali per cercare di aggiudicarsi l'esito positivo delle urne, dove saranno i cittadini ad esprimere il proprio inappellabile voto. L'obiettivo del governo uscente di Giorgia Meloni chiaramente sarà quello di ottenere la riconferma. Il 4 settembre a Bari andrà in scena la festa nazionale di Fratelli d'Italia per celebrare il record del governo più longevo e serrare i ranghi in vista della prossima importante sfida politica da vincere a tutti i costi. Nel frattempo, a livello locale, i potenziali candidati del panorama regionale delle Marche iniziano a farsi due conti per provare a capire quale strategia attuare all'interno della partita che potrebbe consentire loro di staccare il pass per andare a Roma. All'interno delle forze di centrodestra la bagarre si preannuncia serrata con vari profili già pronti a mettersi in gioco. Nelle ultime ore dalle sezioni FdI del litorale fermano sono trapelate alcune indiscrezioni che confermano la scelta convinta di Andrea Putzu, oggi consigliere regionale al fianco del presidente Francesco Acquaroli, di voler lasciare il Consiglio regionale delle Marche per tentare la corsa alle nazionali. Il 43enne si è mostrato deciso nel voler anticipare la scelta rispetto agli altri potenziali candidati di centrodestra, scendendo in campo fin dall'inizio e attuando la propria mossa prima dei propri competitor. E avrebbe palesato le sue intenzioni anche ad alcuni colleghi regionali nei corridoi di palazzo Raffaello.


Il nome di Putzu però resta un fattore particolarmente divisivo soprattutto dentro a Fratelli d'Italia. Tutti ricorderanno le tensioni interne generate proprio a seguito dell'esposto di Saturnino Di Ruscio, ex sindaco di Fermo, che lamentò l'incandidabilità dell'esponente di Fratelli d'Italia a seguito della condanna definitiva passata in giudicato per il reato di falso ideologico incassata nel 2018. Una questione delicata e scottante che vide anche l'intervento dello stesso Acquaroli che cerò di fare quadrato e resistere alle dure polemiche che divvennero di pubblico dominio anche per via degli approfondimenti dedicati alla vicenda da parte di alcune emittenti televisive nazionali come La7. Poter approdare in Parlamento logicamente consentirebbe a Putzu di beneficiare dell'immunità parlamentare, ma prima di arrivare a varcare il cancello di Monecitorio ci sarà da riconqusitare la fiducia persa tra gli elettori del fermano che hanno vissuto in prima persona tutta la faccenda e che potrebbero non essere affatto intenzionati a riconfermare il proprio sostegno al consigliere regionale. Con la conseguente e naturale possibilità per Fratelli d'Italia di perdere consenso e voti preziosi in una regione come le Marche che in questi anni ha contribuito in maniera importante sia al consolidamento del governo regionale di centrodestra sia all'affermazione di quello centrale di Giorgia Meloni.