Urbino | 04.08.2026
Dal 20 al 24 luglio 2026 si è svolta presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino un'importante campagna di indagini diagnostiche non invasive sulla Flagellazione di Cristo e sulla Madonna di Senigallia, due dei più celebri capolavori di Piero della Francesca.
L'iniziativa nasce nell'ambito delle attività di ricerca che accompagneranno la preparazione della mostra dedicata al pittore, in programma alla National Gallery di Londra dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028. Le indagini contribuiranno ad approfondire la conoscenza della tecnica esecutiva dell'artista, dei materiali impiegati e dell'eventuale disegno preparatorio, fornendo un importante supporto alla ricerca storico-artistica e alla realizzazione del catalogo della mostra.
La campagna è stata coordinata da David Buti (CNR ISPC) ed è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Galleria Nazionale delle Marche, il CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC), il CNR – Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche "Giulio Natta" (SCITEC) e il Centro di Eccellenza SMAArt dell'Università degli Studi di Perugia, con il supporto della National Gallery di Londra e di E-RIHS.it, il nodo italiano dell'infrastruttura di ricerca europea E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science).
La campagna ha coinvolto laboratori, ricercatrici e ricercatori che operano stabilmente nell'ambito di E-RIHS, mettendo a disposizione competenze multidisciplinari e strumentazioni d'avanguardia che costituiscono servizi di eccellenza per la ricerca sul patrimonio culturale a livello nazionale ed europeo. Per il CNR ISPC hanno partecipato David Buti, Emanuela Grifoni e Cristiano Riminesi del Heritage Material Science Lab della sede di Firenze, Claudia Caliri e Michela Botticelli del XRAYlab della sede di Catania. Hanno inoltre preso parte alle attività Letizia Monico del CNR SCITEC di Perugia e Catia Clementi del Centro di Eccellenza SMAArt dell'Università degli Studi di Perugia.
La campagna è stata realizzata in stretta sinergia con la Galleria Nazionale delle Marche, diretta da Luigi Gallo. Un ruolo centrale nell'organizzazione delle attività è stato svolto dalla conservatrice Marta Manfredi, che ha coordinato operativamente tutte le fasi della campagna e l'interazione tra il team scientifico e il museo. Il coordinamento scientifico e curatoriale è stato seguito da Giovanni Russo, storico dell'arte della Galleria e uno dei curatori del catalogo della mostra della National Gallery di Londra. Alle attività hanno inoltre collaborato Giulia Papini, il cui contributo è stato fondamentale per la pianificazione delle attività, la movimentazione in sicurezza delle opere e l'integrazione delle indagini con il percorso di studio e valorizzazione dei due dipinti, e la stagista degli Istituti Santa Paola di Mantova Rebecca Righi.
La campagna ha previsto l'impiego integrato di numerose metodologie diagnostiche non invasive, tra cui radiografia digitale, macro X-ray fluorescence (MA-XRF), imaging iperspettrale nel visibile e vicino infrarosso, imaging iperspettrale di fluorescenza e analisi puntuali mediante spettroscopia FTIR-NIR, spettroscopia di riflettanza e fluorescenza UV-VIS-NIR e spettroscopia Raman.
L'integrazione, all'interno di un'unica campagna diagnostica, di tecniche di imaging multimodale ad alta risoluzione e di spettroscopie molecolari e atomiche rende infatti possibile ottenere una documentazione senza precedenti delle opere, correlando informazioni complementari sulla distribuzione degli elementi chimici, sull'identificazione dei pigmenti e dei materiali organici, sulla presenza di disegni preparatori, pentimenti e restauri, nonché sulle modalità esecutive adottate da Piero della Francesca.
I risultati contribuiranno inoltre ad arricchire la documentazione scientifica a supporto della mostra londinese e costituiranno un prezioso riferimento per le future attività di conservazione, studio e valorizzazione della Flagellazione di Cristo e della Madonna di Senigallia.
La campagna rappresenta un esempio significativo di come la collaborazione tra musei, enti di ricerca e infrastrutture di ricerca europee possa generare nuove conoscenze sul patrimonio culturale, mettendo in rete competenze, tecnologie e metodologie complementari.
Un approccio interdisciplinare nel quale storici dell'arte, conservatori, chimici, fisici e specialisti della diagnostica lavorano fianco a fianco per approfondire la conoscenza, favorire la conservazione e valorizzare opere di eccezionale valore storico e artistico.