Presentata la Stagione 2026/2027 del Teatro Ventidio Basso, promossa dal Comune di Ascoli Piceno e dall’AMAT

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Presentata la Stagione 2026/2027 del Teatro Ventidio Basso, promossa dal Comune di Ascoli Piceno e dall’AMAT

Grandi interpreti per la Stagione 2026/2027 del Teatro Ventidio Basso, promossa dal Comune di Ascoli Piceno e dall’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura. Un cartellone ricco e articolato che prende avvio il 10 ottobre, un viaggio attraverso storie, emozioni e linguaggi differenti, in equilibrio tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di offrire al pubblico occasioni di incontro, riflessione e condivisione. Il programma si articola in 23 appuntamenti in abbonamento e fuori abbonamento e attraversa i linguaggi della grande drammaturgia classica, del musical, della danza e dello spettacolo per le nuove generazioni.


Ad aprire la stagione, il 10 e 11 ottobre, è Ambra Angiolini con La misteriosa scomparsa di W, testo di Stefano Benni, che segna il suo debutto alla regia. Un lavoro intenso e visionario, accompagnato dalle composizioni sonore di Dardust, che indaga con ironia e profondità le fragilità dell’individuo contemporaneo. Il 31 ottobre e 1 novembre Anna Ferzetti è la protagonista di People, Places & Things di Duncan Macmillan, spettacolo diretto da Pierfrancesco Favino, potente riflessione sull’identità, sulle dipendenze e sulla possibilità di rinascere. Il grande musical arriva in scena il 17 e 18 novembre con Cantando sotto la pioggia, uno dei titoli più amati di sempre, nell’adattamento firmato da Luciano Cannito, con Lorenzo Grilli e Martina Stella. Una produzione spettacolare che porta sul palco tutta la magia del capolavoro cinematografico ambientato nella Hollywood degli anni Venti. La danza è protagonista il 12 e 13 dicembre con Caruso 2.0 – Passione 2.0 della Mvula Sungani Physical Dance, omaggio a Lucio Dalla, Caruso e alla cultura mediterranea attraverso il linguaggio coreografico innovativo e coinvolgente di Mvula Sungani. Il nuovo anno si apre l’8 gennaio con il fascino immortale de Il lago dei cigni, affidato al Balletto di Milano in un allestimento, fuori abbonamento, rinnovato che coniuga tradizione e sensibilità contemporanea. Il 23 e 24 gennaio il pubblico è invitato ad assistere a una nuova lettura di Otello di William Shakespeare, con la drammaturgia di Dacia Maraini e la regia di Giorgio Pasotti, in scena insieme a Giacomo Giorgio in uno spettacolo capace di mettere in dialogo il classico con le urgenze del presente. Il 17 e 18 febbraio uno dei massimi interpreti del teatro italiano, Silvio Orlando, porta al Ventidio Basso Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, diretto da Andrea Baracco, in una rilettura che restituisce tutta la forza tragica e contemporanea dell’autore siciliano. A marzo, il 12 e 13, arriva in scena uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale italiana: Platonov di Anton Čechov diretto da Peter Stein, maestro assoluto della regia europea, con Alessandro Averone, Maddalena Crippa e una numerosa compagnia di tredici attori. Un grande affresco umano che conferma l’attenzione del cartellone per il teatro d’autore di altissimo livello. Il 2 aprile, nell’ambito di TeatrOltre 2027 e fuori abbonamento, Antonio Rezza – Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2018 – e Flavia Mastrella tornano ad Ascoli Piceno con Metadietro, nuova creazione ironica, provocatoria e visionaria, nel segno di una ricerca scenica sempre originale. A chiudere la stagione in abbonamento, il 29 e 30 aprile, è Smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni, diretto e interpretato da Stefano Artissunch con Stefano De Bernardin, Laura Graziosi, Stefano Tosoni, Lorenzo Artissunch , una brillante commedia che affronta con sorprendente attualità il tema dell’apparenza e delle dinamiche sociali.


Il Teatro Ventidio Basso rinnova il proprio impegno verso il pubblico delle famiglie e delle nuove generazioni con la rassegna Ragazzi, composta da cinque spettacoli che coniugano qualità artistica, immaginazione e valore educativo. Dal Pinocchio. Un bambino come tutti gli altri di Factory Compagnia Transadriatica (5 dicembre), alla comicità circense di The final match point di Madame Rebiné (17 gennaio); dalla poetica contemporanea di Cuor di coniglio della Compagnia Dimitri/Canessa (20 febbraio) alla rilettura di Biancaneve firmata La Baracca – Testoni Ragazzi (20 marzo), fino a Jack, il ragazzino che sorvolò l’oceano de La Luna nel letto (3 aprile), il cartellone dedicato ai più giovani propone percorsi di crescita, inclusione e fantasia capaci di coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie.


Informazioni presso Biglietteria del Teatro (0736 298770), dal 22 settembre vendita nuovi abbonamenti.

10 E 11

OTTOBRE


LA MISTERIOSA

SCOMPARSA DI W


di Stefano Benni

interpretato e diretto da Ambra Angiolini

composizioni sonore Dardust

light designer Marco Filibeck

scenografia Chiara Modolo

con le creazioni artistiche di Cracking Art

assistente alla regia Beatrice Cazzaro

consulenza Gio Reyes

costumi Gentucca Bini

produzione Teatro Carcano Milano



La misteriosa scomparsa di W, testo di Stefano Benni, vede il debutto alla regia di Ambra Angiolini, un lavoro che definisce reale e fortemente contemporaneo per esigenze “umane”, in una forma teatrale che in questi anni l’ha fatta maturare nella qualità delle sue scelte artistiche.

Un “soliloquio di gruppo”, lo definisce Angiolini, tragicomico, buffo e amaro, luminoso e cupo, nel gigantesco ossimoro che è la vita di tutti. Ambra scannerizza con il virtuosismo letterario di Benni, anche i resti del suo passato da ricomporre, per ritrovare quel che le manca, per riconquistare il suo pezzo V di W.

W” tornerà ad essere una donna nuovamente intera, meravigliosamente non conforme, solida nelle crepe di fragilità, che avrà ricostruito davanti a tutti il suo corpo e la sua umanità, in un mondo apparentemente troppo cinico e senza più umane ambizioni.


W una mattina si sveglia e non è più “a posto”, molte cose non tornano nel suo sentire. Tutte le promesse che le erano state fatte da piccola non sono state mantenute e i rapporti, per lo più disumani, hanno rotto tutto quello che era intero. Ai suoi piedi, in una piscina di macerie, pezzi di plastica, gli scarti di materiale velenoso di cui il mondo ormai si nutre. W apre gli occhi e si guarda intorno. Esce dal suo coniglio che ora è tanto grande da contenerla tutta, imprigionata più che protetta da un bisogno di infanzia perenne, per sentire meno il male che fa lo stare al mondo come ci stanno tutti gli altri.

Il corpo di W è postbellico fuori dal suo “coniglio”, esploso in mille pezzi: W li cercherà uno ad uno. Scoprirà che nessuno dei suoi pezzi ha la forma o la grandezza di prima e che quindi lo sforzo non sarà solo quello di cercarli, ma capire come rimetterli comunque e nonostante tutto al loro posto: “Sono solo una povera donna con tutti i suoi pezzi... tutti i suoi pezzi... a posto! Bastardi...”.


W incarna tutte quelle persone che non vogliono morire ma non sanno come si fa a vivere in questa vita. Uno spettacolo esperienziale: nessuno verrà soltanto per sedersi e guardare. Gli spettatori porteranno quel che provano, sentono, e Ambra-W cercherà, nella sua espressione artistica più anticonformista, di far vivere tutta questa umanità che fuori dal circuito teatrale non è facilmente applicabile alla vita. Per chi accetterà l’invito sarà, per un’ora e quindici, autorizzato a essere ancora l’invenzione migliore sul pianeta. Una serata biologica, dove

l’artificiale non esiste, dove tornare ad essere “noi” è l’unico artificio.

Per permettere a tutto quello che vivrà sul palco di avere sempre qualcosa da dire, abbiamo chiesto alla Cracking Art di abitare lo spazio di W. Vogliamo ricreare un luogo dove le intenzioni nel fare arte convergono per sostenere e rafforzare i concetti che le parole, il corpo e la voce di Ambra proveranno a far arrivare giù dal palco. Cracking Art è un movimento fondato nel 1993 da Alex Angi, Renzo Nucara, Sweetlove, Marco Veronese e Kicco. “Cracking” come la chiamata alla reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: per gli artisti è questo il momento in cui il naturale permuta in artificiale. La plastica ha in sé le radici di una storia che dura da millenni, un brano culturale in cui la natura umana mostra una resa consapevole dell’inevitabilità del fatto che il nostro mondo stia diventando sempre più artificiale. Rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente donandole nuova vita; farne opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo, esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della natura.


E ancora... che suono ha un corpo quando viene “rotto”? E quando si “ricompone”? Da questa domanda è partita Ambra Angiolini alla ricerca di Dardust come compagno di suoni emotivi potentissimi e spesso non conformi. Dardust è il visionario che fonde la profondità della musica classica con la forza pulsante dell’elettronica contemporanea. Pianista, compositore e produttore tra i più innovativi della scena europea, ha ridefinito il concetto di musica strumentale portandola fuori dai confini tradizionali. Dietro il suo alias si cela Dario Faini, autore affermato per artisti del calibro di Mahmood ed Elisa, ma è con il progetto Dardust che la sua anima artistica esplode in tutta la sua originalità. Le ultime novità lo vedono protagonista di una nuova fase artistica: tra collaborazioni internazionali e un nuovo tour europeo, Dardust si conferma una presenza imprescindibile per chi cerca un concerto che non sia solo da ascoltare, ma da vivere sulla pelle.