Grazie al finanziamento della Regione Marche, il Comune di Ascoli Piceno ha invitato l'artista Omar Galliani, conosciuto e apprezzato
per aver portato la grande tradizione del disegno italiano nel mondo, a trasferire temporaneamente il proprio atelier all'interno della Pinacoteca Civica, per realizzare "dal
vivo" un'opera monumentale, destinata a Palazzo Saladini Pilastri.
L'eco della Sibilla nasce nella
duecentesca Sala della Vittoria, in dialogo con i capolavori di Carlo Crivelli, Tiziano, Guido Reni e Pelizza da Volpedo. Oltre 400 persone
- cittadini, studenti,
appassionati d'arte - hanno partecipato alle masterclass finanziate
dalla Regione Marche (PR FESR 2021-2027 per la Strategia Territoriale
ITI urbani "H2O: l'elemento unificante"), entrando così in
contatto diretto con la pratica e la poetica dell'artista.
Annullate le distanze, i partecipanti
si sono immersi nel ritmo del gesto, cogliendo la
logica silenziosa che guida ogni scelta e comprendendo come un'idea
possa prendere forma attraverso la materia, il tempo e la sensibilità di
chi la abita. Il dialogo con l'artista, innescato da
domande, riflessioni e curiosità, ha rappresentato un momento di scambio
autentico, capace di trasmettere non solo competenze tecniche, ma anche
una visione del mondo: un modo di guardare, sentire e
interpretare la realtà attraverso il linguaggio dell'espressione
artistica.
«Il destino di una città d'arte come Ascoli Piceno si misura anche
attraverso la capacità di sviluppare progettualità che guardino al contemporaneo», dichiara il sindaco Marco Fioravanti.
«Per questo motivo Omar Galliani, protagonista della scena
artistica internazionale, è stato incaricato di condurre un processo
partecipativo con la comunità ascolana per giungere alla realizzazione
di un'opera monumentale destinata a Palazzo Saladini
Pilastri, luogo di contaminazione sociale e culturale che il Comune sta
recuperando dopo un lungo abbandono».
«Vedere nascere un'opera d'arte in
una Pinacoteca ricca di capolavori del passato significa favorire il
dialogo fra la grande tradizione ed un protagonista dell'arte
contemporanea. Omar Galliani sta realizzando il trittico dedicato
alla Sibilla, una figura identitaria del territorio, nello stesso
ambiente in cui sono esposte le Sibille dipinte cinquecento anni fa da
Cola dell'Amatrice, nel segno di una tradizione che si rinnova
ma non muore. Gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici
del territorio e delle Accademie hanno consentito così la trasmissione
transgenerazionale di tecniche e di valori morali»,
dichiara il curatore scientifico delle Collezioni Comunali di Ascoli
Piceno Stefano Papetti.

Quello di Omar Galliani con la città
Ascoli Piceno è un legame di lunga data, avviato nel 2004 con la
personale curata da Marisa Vescovo presso la Galleria di Arte
Contemporanea e culminato nel 2023 con l'allestimento della mostra
L'eco della Sibilla, curata da Stefano Papetti presso il
Palazzo dei Capitani con l'intento di risvegliare nei luoghi colpiti dal
sisma del 2016 l'attenzione verso gli elementi identitari del
territorio, come la figura della Sibilla Appenninica dalla quale trae il
nome la catena montuosa segnata dal terremoto.
L'Eco della
Sibilla, ormai in fase di ultimazione, è un grande trittico a matita nera su tavola di pioppo
dalle dimensioni di 300x600 centimetri, articolato in tre pannelli di
300x200 centimetri ciascuno. L'opera nasce da una riflessione sul
rapporto tra mito, natura e territorio: protagonista è la Sibilla
Appenninica, legata ai Monti Sibillini e depositaria di un sapere
profetico. Attorno a questa figura si dispiega il sistema simbolico che
caratterizza la ricerca dell'artista, con elementi ricorrenti come il
serpente, la coppa e il fuoco.
«Le opere riflettono sempre i profumi e gli umori dei luoghi in cui nascono», dichiara Omar Galliani.
«La Pinacoteca si trasforma in un atelier aperto,
dove il pubblico può percepire il respiro della storia e del tempo ed
entrare nel processo stesso dell'opera, ritrovando la consapevolezza di
cosa significhi davvero fare arte».
Al termine dei lavori, L'eco della Sibilla rimarrà esposto in Sala della Vittoria, così che tutti i visitatori della Pinacoteca e quanti
parteciperanno ai numerosi eventi programmati nell'ambiente più ampio del museo possano visionare il trittico.
Completati i restauri del Parco
Saladini Pilastri, l'opera sarà trasferita nella sua sede definitiva, unitamente a numerosi disegni preparatori - piccoli e grandi formati - che diventeranno parte integrante del
percorso espositivo.
Con L'eco della Sibilla,
Ascoli Piceno restituisce l'immagine di un processo corale, in cui il
coinvolgimento attivo
della comunità e il dialogo con il territorio diventano motore di
crescita culturale e di costruzione di un'identità collettiva attraverso
l'arte contemporanea.
Palazzo Saladini Pilastri,
edificato nel XVI secolo in un'area precedentemente occupata da un
monastero di suore benedettine, è uno
degli spazi più importanti e identitari della città. Di proprietà del
Comune di Ascoli Piceno, è parte di una più ampia strategia di
rigenerazione urbana, tesa a favorire l'incontro tra cittadini e
comunità attraverso nuove forme di interazione. Il palazzo diventerà un hub per imprese etiche, associazioni e start up
con una funzione sociale legata allo sviluppo del territorio.
L'area del parco, con un'estensione di circa 8500 mq, verrà orientata a
servizi, verde e tempo libero, inteso anche come spazio di
partecipazione e socialità.
Il progetto di restauro e riqualificazione del Parco Saladini Pilastri,
finanziato nell'ambito del progetto PINQuA - PNRR, ha come obiettivo
primario quello di
conservare le caratteristiche storiche, formali, strutturali e
ambientali dello spazio verde (prima orto conventuale e poi giardino
all'italiana) e, al contempo, incrementarne la fruizione,
l'integrazione e l'apertura con il contesto urbano. Nell'ambito del
progetto ITI, la Regione Marche ha finanziato la valorizzazione del
parco quale spazio espositivo destinato al contemporaneo e luogo
di azione e integrazione tra arti visive, laboratori teatrali e
musicali, attività didattiche e ricreative, con focus su storia, natura e
genius loci.
Intervento 06 - Promozione
integrata per l'attrattività turistica dell'area urbana - CUP
C49I23002430006 - CIG da acquisire - Strategia
Territoriale ITI urbani Comune di Ascoli Piceno - "H2O: l'elemento
unificante" PR FESR 2021-2027 O.S. 5.1 - Az. 5.1.1 - Intervento 5.1.1.1 -
ID domanda 66684.
Omar
Galliani
Biografia
essenziale
Omar
Galliani nasce a Montecchio Emilia (RE) nel 1954. Dopo aver
frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha insegnato
nelle Accademie di Urbino, Carrara e Brera.
Viene
invitato alla prima Triennale Internazionale del Disegno di
Norimberga nel 1979. Nel 1980 aderisce al Magico
Primario,
movimento fondato da Flavio Caroli, e nel 1983 all’Anacronismo,
corrente teorizzata da Maurizio Calvesi e Italo Tomassoni. Partecipa
a tre Biennali di Venezia (nel 1982, 1984 e 1986) e a due
Quadriennali di Roma (1986 e 1996). Nel 1981 è presente alla
Biennale di San Paolo del Brasile e a quella di Tokio, nel 1982 alla
Biennale di Parigi e nel 2003 a quella di Praga. Nel 1991 realizza
Siderea,
il terzo sipario per lo storico Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia;
la documentazione fotografica è affidata a Luigi Ghirri. Nel 1998 la
New York University gli dedica una personale.
È
del 2000 la prima personale Aurea
in Cina
presso il Museum of the Central Academy of Fine Art a cui seguirà
nel 2003 l’invito alla prima Biennale di Pechino, vinta ex aequo
con George Baselitz. Successivamente partecipa alla Biennale del 2005
e proseguirà il suo tour cinese toccando le città di Shanghai,
Chengdu, Suzhou, Dalian, Xi’an, Wuhan, Hangzhou, Ningbo. Questo
viaggio culminerà poi con l’esposizione del 2007 Omar
Galliani tra Oriente e Occidente
alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, evento speciale della
Biennale di Venezia.
Nel
2005, l’Archivio di Stato di Torino presenta l’installazione
Grande
disegno Italiano:
evento in cui un disegno di sei metri viene messo in dialogo con uno
studio preparatorio per la Vergine
delle rocce
di Leonardo. Le Gallerie degli Uffizi di Firenze nel 2008
acquisiscono per le proprie collezioni il trittico Notturno.
Nel 2011, l’artista torna in Cina con Diario
cinese
al Centro Culturale del quartiere italiano di Tianjin e all’Istituto
Italiano di Cultura di Pechino, poi in Corea del Sud presso il MOA –
Museum of Art della National University di Seoul con Seoul’s
Soul,
con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura. Lo stesso
anno, una grande tavola Dal
Codice degli Angeli
viene acquisita per le collezioni di arte contemporanea dei Musei
Vaticani e si inaugura Bellini,
Botticelli, Pollaiolo. Capolavori s/velati da Omar Galliani al
Museo Poldi Pezzoli di Milano.
Nel
2012 presenta Omar
Roma Amor
al Museo Bilotti di Roma e Seoul
‘S Soul
nel nuovo CAFA Art Museum di Pechino. A Londra, presso l’Istituto
Italiano di Cultura, espone Disegno
Siamese
nelle collezioni d’arte contemporanea della Farnesina. Nel 2013
realizza Il
sogno della Principessa Lyu Ji
nella Sala Cinese del Caffè Florian di Venezia, per la XII edizione
di Temporanea.
Nel 2014 L’opera
al nero. Omar Galliani
è alla GAM di Torino. Nel 2015 espone per la prima volta i suoi
taccuini di viaggio Croquis
de voyage
all’Accademia di Belle Arti a Bologna e inaugura la mostra promossa
dal Comune di Milano e da Expo Omar
Galliani. Il disegno nell’acqua
presso l’Acquario Civico e la Conca dell’Incoronata, con un’opera
site-specific.
Nel
2017 il Direttore degli Uffizi gli commissiona un autoritratto per la
collezione ufficiale del Corridoio Vasariano. Nell’ottobre 2018 si
è tenuta la presentazione ufficiale dell’opera nell’Auditorium
Vasari. Sempre nel 2017, alle Gallerie d’Italia – Banca Intesa
Sanpaolo di Milano, si inaugura la personale Intorno
a Caravaggio.
Nel 2018 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e
l’Accademia Carrara di Bergamo lo invitano a Raffaello
e l’eco del Mito;
nel Monastero delle Clarisse di Grosseto viene inaugurata Teofanie.
Nel 2019 il CIAC di Foligno presenta Il
corpo del Disegno
e la Tornabuoni Art di Londra inaugura A
symphony in graphite.
La Fondazione Bevilacqua La Masa presenta Dipinta
– La metis dell’Acqua.
Nel
2021, la Galleria Tornabuoni Art apre la mostra Baci
Rubati/Covid-19,
prodotta durante l’anno di pandemia, e l’Art Museum Riga Bourse,
sezione del Latvian National Museum of Art, inaugura la mostra
Self-Reflections,
con la collaborazione delle Gallerie degli Uffizi. Negli ultimi mesi
dello stesso anno, il Museo Marca di Catanzaro ospita la personale
Omar
Galliani. Il disegno non ha tempo.
Nel 2022 il Mart di Rovereto lo invita a Giotto
e il Novecento
e acquisisce per le proprie collezioni la tavola Riflessi.
Nel 2023 il teatro Galli e il Part di Rimini presentano l’opera Per
Santa Teresa.
Nello stesso anno, il Palazzo Reale di Milano presenta la monografica
Omar
Galliani. Diacronica. Il tempo sospeso,
mentre la Fondazione Franco Zeffirelli di Firenze l’installazione
Omar
Galliani. Un’Opera per Zeffirelli.
A
gennaio del 2024 si inaugura la monografica Omar
Galliani. L’eco della Sibilla,
nelle sale del Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, e la collettiva
Le
vie della fede. Testimonianze d’arte e di pensiero
al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo di Roma. A marzo, il
Collegio e la Galleria Alberoni ospitano Silenzio,
l’enigma del verso. Il Cristo di spalle di Omar Galliani in dialogo
con l’Ecce Homo di Antonello da Messina.
Il Museo del 900 di Milano acquisisce per le proprie collezioni
l’opera Dalla
bocca e dal collo del foglio
del 1977. Partecipa alla mostra Arte
in Ambasciata: Italia Contemporanea a Vilnius.
Nel 2025 si inaugura la personale Omar
Galliani. L’ellisse temporale del disegno
presso gli spazi della Fondazione Banca Montepaone di Catanzaro, Omar
Galliani. Concordi lumine maior
alla Fondazione Carifano, presso le sedi del Palazzo Bracci Pagani e
della Pinacoteca San Domenico di Fano, Omar
Galliani. Apri gli occhi
alla Chiesa dei Padri Domenicani di Soave e Alla
riscoperta di un volto. Omar Galliani per Paolo Troubetzkoy
al Museo del Paesaggio di Verbania.
Nel
2026, l’opera Omar
Roma Amor entra
a far parte delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte
Moderna e Contemporanea di Roma.