Ridare speranza dove le istituzioni arretrano e ricostruire il senso autentico di comunità: è questo il filo conduttore dell’intervento di Marco Fioravanti durante l’assemblea pubblica di Fioravanti per Ascoli, movimento civico nato per rimettere al centro valori condivisi, persone e futuro della città, al di là delle appartenenze politiche.
Fioravanti ha ribadito la natura civica dell’iniziativa,
distinta dai percorsi di partito, sottolineando come la fiducia sia
il vero capitale della politica.
"Una fiducia che richiede tempo per
essere costruita ma che può svanire in un attimo. Non a caso Ascoli
Piceno, nel 2024, al di là della percentuale del 73,9 per cento
ottenuta, ottenuta dal centrodestra, ha registrato la più alta
affluenza alle urne tra i capoluoghi italiani: un segnale - secondo il
Sindaco - di un rapporto ricostruito attraverso ascolto, presenza e
coerenza quotidiana".
Al centro del progetto c’è l’idea di Ascoli come organismo vivo, non solo da amministrare ma da accompagnare nella crescita. Tradizione e identità diventano così radici di una coscienza collettiva, capaci di generare sicurezza non attraverso il solo controllo, ma tramite il senso di appartenenza e il dialogo tra differenze.
Un passaggio chiave dell’intervento è stato dedicato al
concetto di “gloria”, inteso non come successo
personale o tornaconto elettorale, ma come responsabilità di
lasciare un segno duraturo nella città.
“La gloria - ha
spiegato Fioravanti - è fare scelte coraggiose senza aspettarsi
un ritorno immediato, ma con l’obiettivo di restituire bellezza,
qualità e significato agli spazi e alla vita pubblica. È in questa
logica che si inseriscono decisioni simboliche e concrete come la
riqualificazione di Piazza Arringo: interventi che guardano al futuro
più che al consenso”.
Da qui nasce anche la visione di lungo periodo sintetizzata nel progetto “Ascoli 2050”, una strategia per immaginare oggi la città di domani, affrontando infrastrutture, formazione, lavoro del futuro e cambiamenti sociali. Un’attenzione particolare è rivolta alla scuola e ai giovani, chiamati non solo a essere ascoltati ma a diventare protagonisti del presente, perché – come è stato ribadito – nessuno può delegare il futuro.
Nel discorso trovano spazio anche i temi della bellezza come strumento civico, della responsabilità ambientale come comportamento quotidiano e della necessità di spazi pubblici vissuti, capaci di generare relazioni e prevenire il degrado. Centrale infine il valore della solidarietà, intesa non come assistenzialismo ma come alleanza: emblematico il progetto dell’albergo etico a Palazzo Saladini Pilastri, gestito da ragazzi con disabilità, capace di unire inclusione, lavoro e sviluppo turistico.
“Fioravanti per Ascoli non è un progetto personale – ha concluso – ma un patto collettivo fondato su trasparenza, collaborazione e riconoscimento del valore unico di ogni cittadino”. Un invito a credere nella comunità, nella responsabilità e in quella “gloria” civica che nasce dal costruire insieme qualcosa che resti nel tempo”