SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non è più soltanto la polemica sul “Bando di Ferragosto”. Quanto sta accadendo al Centro Agroalimentare delle Marche (CAAM) assume sempre più i contorni di una sfida aperta alle regole del buon senso, della trasparenza e del rispetto delle istituzioni locali e dei cittadini.
Nonostante le proteste formalizzate dai soci privati, il clamore mediatico, l’interrogazione presentata in Regione dal vicepresidente dell’Assemblea legislativa Enrico Piergallini e, infine, il duro richiamo della CGIL, il Consiglio di Amministrazione giunto a fine mandato pare sordo a qualsiasi appello. A guidare questa linea di forte accelerazione sono il presidente del CdA, l’Avv. Paolo Vulpiani, e l’Amministratore Delegato, la Dott.ssa Francesca Perotti, determinati a portare a termine la procedura concorsuale prima dell'insediamento della nuova governance.
La nomina della Commissione e i costi a carico delle casse sociali
Secondo le indiscrezioni raccolte da diverse fonti tra i soci privati, oggi si sarebbe tenuta una nuova riunione del CdA per procedere alla nomina della Commissione giudicatrice. Sarà quest'ultima a dover valutare le cinque candidature arrivate per il posto da Coordinatore dei progetti di sviluppo e innovazione e gestione operativa dell’Ente: un contratto di livello Quadro, 33 ore settimanali e, soprattutto, a tempo indeterminato.
Una decisione i cui costi, come sottolineato da più parti con forte sdegno, andranno a gravare direttamente sulle casse sociali della partecipata, in un momento economico critico e mentre la stessa Corte dei Conti ha espresso rilievi sulla partecipazione regionale.
L’affondo della CGIL: «Sospendete immediatamente»
Sul tavolo del CAAM è nel frattempo giunta una lettera perentoria, datata 25 agosto 2026 e firmata dalla segretaria generale della FILCAMS-CGIL Ascoli Piceno, Caterina Spalazzi. Il sindacato esprime "forte preoccupazione" ed evidenzia quanto sia anomalo e inopportuno deliberare un'assunzione apicale a tempo indeterminato proprio durante la fase di scadenza del mandato dell'organo amministrativo.
La posizione della FILCAMS è netta: un incremento strutturale dei costi del personale per gli anni a venire dovrebbe essere vagliato unicamente dal nuovo CdA, a seguito di un piano economico e organizzativo trasparente e ponderato. Inoltre, il sindacato sottolinea l'assenza di chiarezza sulle mansioni concrete e il rischio di sovrapposizioni o inefficienze con il personale interno già operante. La richiesta è una sola: sospensione immediata della selezione.
Il muro di Vulpiani e Perotti contro il territorio
Nonostante tutti gli attori coinvolti chiedano prudenza e stop alle bocce ferme, la gestione dell'Avv. Vulpiani e della Dott.ssa Perotti procede a tappe forzate. Il bando, pubblicato l'11 agosto con soli 15 giorni di tempo per la presentazione delle domande e subito seguito da rettifiche e integrazioni, sembra mostrare una fretta che in molti faticano a spiegarsi. Qual è l'urgenza reale che impedisce di attendere poche settimane per consentire al nuovo Consiglio di Amministrazione di valutare la sostenibilità dell'operazione?
All'interno dello stesso CdA si registra ancora la posizione nettamente contraria del vicepresidente Roberto Giacomini, che fin dal principio ha votato contro la delibera del 16 luglio, sostenendo che una decisione di tale impatto non possa spettare a un organo in scadenza.
La voce del popolo: fermare la spinta del CdA scaduto
Se due voti in CdA sono tecnicamente sufficienti a far passare una delibera, da un punto di vista opportunistico e di correttezza gestionale la situazione appare insostenibile. Quando soci, forze politiche e sindacati chiedono a gran voce di fermarsi, l'ostinazione a proseguire a tutti i costi suona come una mancanza di rispetto verso il territorio e verso gli stessi soci dell'Ente. Nessuno mette in discussione i cinque candidati, che hanno legittimamente fatto domanda a un avviso pubblico. Ciò che si contesta con forza è il metodo e l'incomprensibile urgenza della dirigenza guidata da Vulpiani e Perotti.
Una sospensione rappresenterebbe il minimo atto di tutela istituzionale ed etica amministrativa. PicusOnline continuerà a dar voce ai cittadini e ai soci del territorio, chiedendo chiarezza su quali motivazioni spingano il CdA uscente a proseguire su una strada contestata da ogni parte.