La telefonata di Franco Elisei, presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche.
Il consigliere comunale Emidio Premici in Consiglio comunale ha detto: “Vorrei che dall'altra parte ci fosse lo stesso rispetto, ma non in questa occasione, in generale. Dopo questo piccolo inciso vorrei andare avanti con due premesse, come dicevo. Una di carattere politico, perché nessuno può smentire che il sottoscritto abbia sempre detto in quest'Aula, forse i nuovi non c'erano, che per me la stampa locale, nazionale e l'opposizione hanno due ruoli sacri all'interno della democrazia e anche in questo Consiglio.
E ho sempre rispettato questi due ruoli. Seconda premessa è di carattere personale, ci state accusando di mettere il bavaglio alla stampa. Qualcuno sa, come ha scritto anche su Facebook, che il sottoscritto è un ex giornalista per 17 anni.
E voi potete pensare che un ex giornalista possa compiere un atto amministrativo che abbia questo obiettivo? Veramente, questa interrogazione, che ripeto, ad essere buoni è stata mal compresa, non voglio dire che ci siano state strumentalizzazioni, non voglio pensarlo, questa interrogazione ha un contenuto diametralmente opposto. Vuole garantire la libertà di stampa e la libertà individuale di ogni giornalista del territorio. E vi spiego perché.
Perché, ovviamente, noi non vogliamo con questa interrogazione chiedere al Sindaco che non si debbano accettare le critiche all'operato dell'amministrazione. Già mai. Il nostro obiettivo con questa interrogazione è chiedere semplicemente al Sindaco se è opportuno che giornalisti, che sono ovviamente anche impiegati pubblici, di un altro ente diverso da quello che rappresentiamo, possano criticare l'amministrazione comunale.
Io penso che oggi fare giornalista è un mestiere molto difficile, ma non per il ruolo che ha all'interno della società, perché le condizioni che vengono applicate per questi giornalisti sono veramente proibitive. Parla uno, piccola parentesi, che ha criticato anche l'amministrazione comunale di un tempo, di qualche anno fa. Perché? Perché si considerava libero.
Quello che dico io è che può ritenersi libero un giornalista dipendente di un ente nei confronti di un altro ente? Questo è il quesito detto al Sindaco e formulato con questa interrogazione”.
Il sindaco Marco Fioravanti risponde in Consiglio comunale: “Grazie consigliere Premici, consiglieri firmatari di questa interrogazione. Un'interrogazione che comunque ci dà l'opportunità di toccare un tema molto importante, quello dell'informazione.
Anzi ne approfitto per ringraziare tutti i giornalisti del territorio, non solo per il lavoro che fanno, e anche negli articoli più duri che incalzano. Perché io penso che la qualità di un'amministrazione la fa la qualità di un'opposizione e anche la libera il libero pensiero critico dei giornalisti. Con questa premessa e questo principio penso che, come diceva il consigliere Premici, questa è una discussione che andrebbe fatta più di carattere generale, nazionale.
Secondo me i giornalisti meritano una retribuzione superiore per il lavoro che devono fare come giornalista, perché dietro c'è uno studio, andare ad approfondire le fonti, quindi non prenderle dai social, quindi intervistare e prendere le informazioni, così come in realtà quello dei consiglieri comunali. Fatta questa premessa, io penso che questa interrogazione, e ho sentito anche al telefono il Presidente dell'Ordine dei giornalisti regionali, su questo siamo in linea, sulla difesa del diritto della libertà di stampa. Questa interrogazione va in questa direzione, difendere sempre il diritto della libertà di stampa, perché ovviamente qui non si parla di diffamazione, altrimenti ci sono altri istituti.
Se un articolo non corrisponde alla verità, io lo faccio spesso, a volte anche in modo incisivo, cioè la smentita o comunque la replica, e quindi io penso che questa interrogazione va a toccare un altro tema, che è quello proprio della difesa del diritto della libertà di stampa dei giornalisti iscritti, perché ci sono due codici importanti, il codice deontologico dei giornalisti, che in questo caso ci riguarda meno perché noi siamo amministratori, poi c'è il codice comportamentale dei dipendenti pubblici, che cita questo. Il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all'immagine dell'amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale, anche quando esprime opinioni personali non impegnative per l'ente di appartenenza. Detto questo, questa mia risposta va nella stessa direzione degli interroganti, ossia difendere la libertà individuale del giornalista e del giornale, perché il rischio è che se un dipendente di un ente esclude di un altro ente in modo critico, si rischia di mettere in dubbio la propria libertà, perché effettivamente il dipendente pubblico non deve parlare in generale né dell'ente che rappresenta né della pubblica amministrazione in generale.
Quindi è una tematica importante perché ci sono giornalistiche, tutti, che lavorano, si assicurano delle fonti, quindi noi parliamo di difendere sempre la libertà di stampa, però si possono registrare, quindi ovviamente qui non parliamo di smentite o denunci, qui parliamo del rispetto del codice comportamentale del dipendente pubblico, che ovviamente se il mio ufficio stampa se scrive su un giornale attaccando costantemente un altro ente, potrebbe non avere la sua libertà di stampa, perché fa parte di un altro ente, quindi è solo questa tematica e ovviamente io questo mio pensiero l'ho condiviso con il Presidente dell'Ordine dei giornalisti, quindi ovviamente la mia risposta è dire che l'amministrazione non intende prendere iniziative, altrimenti lo aveva fatto, però ovviamente questa discussione porta a un principio fondamentale, massima libertà per tutti i giornalisti, anzi benvenga la critica, la critica ci aiuta ogni giorno a rivedere le nostre scelte politiche e amministrative e quindi sono molto contento e io leggo più attentamente gli articoli di critica che gli articoli positivi, perché in realtà sono quelli che ci fanno migliorare e quindi io difenderò sempre tutti i giornalisti e quindi mantenendo un principio, il rispetto dei giornalisti che rispettano il codice deontologico e il rispetto dei giornalisti che sono anche dipendenti pubblici che rispettano il codice comportamentale dei dipendenti pubblici”.
Franco Elisei, presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche , chiama il sindaco di Ascoli Piceno per l’interrogazione su articoli di stampa
"Viste le numerose segnalazioni pervenute ai consiglieri dell’Ordine dai colleghi dell’Ascolano e visti gli articoli di stampa sul caso dell’interrogazione comunale che coinvolgerebbe genericamente, senza identificarli, alcuni giornalisti del Piceno, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, Franco Elisei, in accordo con il Consiglio, ha ritenuto doveroso sentire il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti.
Nella telefonata, Elisei ha cercato di chiarire con il sindaco motivi e reali obiettivi di una interrogazione che nella sua genericità metteva in discussione la libertà di stampa e il diritto di critica, inaccettabile in democrazia, con effetti controproducenti per tutte le parti in causa. Il presidente Elisei ha sottolineato che la figura di impiegato non è incompatibile con una collaborazione giornalistica, a meno che non lo impedisca l’ente di riferimento. E a meno che il giornalista non sia inquadrato come ufficio stampa, generando, solo in tal caso, un presunto conflitto d’interesse.
L’amministrazione o la parte politica che si ritiene denigrata senza motivo, ben distinguendo però il legittimo e garantito diritto di critica, anche politica, da una paventata lesione dell’immagine dell’ente, può avvalersi di tutti i mezzi previsti dalla legge e dalle norme deontologiche per far valere la propria tesi.
Siamo sicuri che il sindaco Fioravanti nella risposta che darà all’interrogazione, nell’ambito del consiglio comunale, terrà conto degli aspetti chiariti durante la telefonata".