6 marzo 2026 – In occasione della Giornata Internazionale della Donna (8
marzo), l’UNICEF Italia lancia la campagna di comunicazione “Non restare in silenzio” dedicata
al contrasto alla violenza di genere, con focus particolare sulle ragazze adolescenti.
La Pallavolista Alessia Orro ha deciso di sostenere la campagna
dell'UNICEF con un suo speciale video appello che lancerà l’8 marzo.
Secondo un recente rapporto UNICEF*, quasi una donna su tre - 840 milioni stimate a livello globale
(dato 2023) - ha subito violenza da parte del partner o violenza
sessuale nel corso della propria vita. In Italia, Secondo gli ultimi
dati dell’ISTAT **, 6 milioni 400 mila donne hanno subìto nel corso
della propria vita una forma di violenza fisica o sessuale
(il 31,9% delle donne tra i 16 e i 75 anni). In particolare, il 26,5%
delle donne ha subito violenza fisica o sessuale da parenti, amici,
colleghi, conoscenti o sconosciuti. Benché il dato medio resti
invariato, si registrano importanti aumenti delle violenze
subite dalle giovanissime (16-24 anni) e dalle studentesse legati alla
violenza psicologica, digitale e relazionale.
“In Italia, la violenza di genere rappresenta ancora oggi una delle
più gravi violazioni dei diritti umani e un ostacolo strutturale alla
piena realizzazione dei diritti delle donne in generale e, in
particolare, di bambine e ragazze. La campagna ‘Non restare
in silenzio’ vuole sottolineare proprio questo. Ringrazio Alessia Orro
per aver deciso di essere al nostro fianco” – ha dichiarato
Nicola Graziano Presidente dell’UNICEF Italia. “Chiediamo di
attuare con determinazione quanto previsto nel nuovo Piano Strategico
Nazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza
domestica, prestando una particolare attenzione alle
adolescenti, spesso dimenticate dalle azioni previste. È necessario
intervenire con maggiore efficacia nella prevenzione, nella protezione,
nel contrasto e nel recupero: soltanto agendo in questi diversi ambiti
saremo efficaci contro la violenza di genere.
La violenza si previene educando. Si contrasta garantendo l’accesso
all’aiuto. Si supera con il diritto alla cura.”
“La violenza ti toglie la voce, ti fa sentire gli altri lontani e
intacca la tua quotidianità, mettendo in discussione anche le azioni più
semplici. È normale avere paura, ed è difficile trovare il coraggio. Ma
è proprio riconoscendo quella paura e facendo
leva sul nostro coraggio che possiamo trovare la forza di non restare
in silenzio, di aprirci alle persone di fiducia e di parlare. Chiedere
aiuto è il primo passo per riprendersi la propria voce.” –
ha aggiunto Alessia Orro, Pallavolista.
La Campagna “Non restare in silenzio” è rivolta in particolare alle
adolescenti invitandole a cogliere alcuni campanelli d’allarme che a
volte vengono sminuiti. Perché nelle relazioni affettive l’abuso e la violenza psicologica e fisica possono essere
normalizzate e talvolta addirittura romanticizzate, può capitare di non dare il giusto peso ad alcune azioni e parole, si può rischiare di rimanere in silenzio e isolarsi.
L’UNICEF Italia si rivolge dunque alle ragazze invitandole a riconoscere
i segnali di pericolo: controllo, paura, soggezione, gelosia ossessiva e
isolamento sociale, fino ad arrivare alla violenza fisica. È importante
non sottovalutare la propria percezione
di sentirsi a rischio: in questi casi è possibile chiamare il numero 1522 anche solo per farsi ascoltare e chiedere un consiglio.
Combattere la violenza non significa soltanto intervenire dopo che un
abuso è avvenuto, ma implica un insieme di azioni preventive, protettive
e di supporto, volte a impedire che la violenza si manifesti, si ripeta
o resti impunita. È un processo complesso
che coinvolge diversi ambiti della società: servizi sociali e sanitari,
rete dei centri antiviolenza, scuola, famiglia, l’intera comunità, per
modificare la cultura del silenzio e dell’impunità, i migliori alleati
della violenza. Il primo passo è il
riconoscimento di una situazione di potenziale pericolo, imparando a non sottovalutare i segnali
e a prenderli sul serio.
È fondamentale chiedere aiuto anche solo per un confronto: si può chiamare il numero 1522 gratuito,
anonimo e disponibile h24, per parlare con un’operatrice e ricevere
ascolto e orientamento. Se si ha bisogno di un luogo protetto e sicuro, è
possibile
rivolgersi al Centro Antiviolenza più vicino consultando la mappatura
disponibile sul sito ufficiale del 1522, dove si può accedere
gratuitamente a supporto e assistenza qualificata. Il numero è promosso
dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento
per le Pari Opportunità: un servizio pubblico dalla parte delle ragazze
e delle donne.