La
sanità del futuro passa dalla capacità di garantire non solo una vita
più lunga, ma anche una vita migliore. È attorno a questa sfida che si è
sviluppato l’incontro dedicato al “Modello Inrca”, svoltosi nel
pomeriggio di oggi al Fermo Forum nell’ambito di Tipicità, la storica
manifestazione dedicata alle eccellenze del territorio marchigiano.
Il
convegno, moderato dal direttore del Corriere Adriatico, Giancarlo
Laurenzi, si è aperto con i saluti istituzionali del presidente della
Regione Marche, Francesco Acquaroli, e dell’assessore alla Sanità, Paolo
Calcinaro, e ha riunito direttori e responsabili scientifici delle
principali unità operative dell’Inrca. Tra i temi affrontati, la
gestione della multimorbilità nell’anziano, la ricerca cardiovascolare
europea, l’uso della telemedicina in pneumologia e l’ottimizzazione
delle terapie farmacologiche per favorire un invecchiamento attivo.
“Nel
contesto di una popolazione sempre più longeva, l’IRCCS Inrca propone
un approccio innovativo alla cura della persona anziana, basato
sull’integrazione tra ricerca scientifica, innovazione clinica e
assistenza territoriale - ha detto la direttrice generale dell’Istituto,
Maria Capalbo -. Il modello sviluppato dall’Istituto interpreta
l’invecchiamento non come un semplice processo di declino, ma come una
fase della vita che richiede interventi personalizzati, capaci di
preservare autonomia, dignità e qualità della vita”.
Al centro
del dibattito la medicina di precisione applicata alla geriatria. “Un
approccio - ha evidenziato Fabrizia Lattanzio, direttrice scientifica
dell’Istituto - che mira a tradurre le più recenti scoperte della
ricerca biologica e molecolare in cure sempre più mirate. La salute “su
misura” diventa così il punto di incontro tra tecnologie avanzate,
studio dei biomarcatori e conoscenza delle condizioni di vita dei
pazienti”.
“L’Inrca rappresenta una realtà fondamentale per la
nostra regione e per l’intero sistema sanitario nazionale - ha detto il
presidente Acquaroli - un modello di sanità che unisce ricerca,
assistenza e innovazione, e che può diventare un punto di riferimento
per tutto il Paese. Difendere e rafforzare questa eccellenza significa
difendere la qualità della nostra sanità pubblica”.
Un’attenzione
particolare è stata dedicata anche all’integrazione tra ospedale e
territorio, elemento centrale per costruire una sanità di prossimità
capace di accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura.
“Il
rafforzamento dell’Istituto - ha aggiunto Calcinaro - è una priorità. Da
un lato dobbiamo consolidare e potenziare le strutture esistenti, penso
ad Ancona, a Camerano e anche al presidio di Fermo, dove stiamo
lavorando per sviluppare ulteriormente specializzazioni e servizi.
Dall’altro lato dobbiamo investire sull’innovazione, in particolare
sulla telemedicina, per portare le competenze degli specialisti anche
nei territori più lontani e nelle aree interne. Di fronte a una
popolazione che invecchia e a una crescita delle cronicità, servono
nuovi modelli organizzativi. L’Inrca può essere il riferimento regionale
di per evoluzione”.
La presenza dell’Inrca a Tipicità ha voluto
inoltre avvicinare la medicina ai cittadini: negli stand allestiti alla
manifestazione sono state infatti effettuate oltre 100 visite
specialistiche ed esami diagnostici su prenotazione nell’ambito del
Piano dei servizi aggiuntivi, trasformando la kermesse in un’occasione
concreta di prevenzione e informazione. Un segnale chiaro di come
salute, ricerca e stili di vita possano dialogare per costruire una
longevità sempre più attiva e sostenibile.