Il presidente Marco Perosa segue questo percorso rilanciando l'immagine del cambiamento con la metafora del salto in alto con lo stile inventato da Dick Fosbury negli anni Sessanta.
Abbiamo scelto Eraclito con il suo "Panta rei" (tutto scorre) per attualizzarlo con il progetto "Water Smart City" di Ciip Spa realizzato insieme al Comune di Ascoli Piceno . E nell'immaginario non c'è mezzo più aderente dell'acqua al concetto di fluidità. I dati della digitalizzazione "scorrono" con l'acqua che Ciip Spa gover na per i Comuni del Piceno e del Fermano. Grazie a questa sinergia oggi Ascoli Piceno è la città più digitalizzata d'Italia.
L'ingegnere Massimo Tonelli della Ciip Spa illustra nel suo intervento tecnico in un convegno estremamente interessante.
"Il cambio di quota allo zero termico cambia la quantità di neve che cade sui nostri territori e cambia la quantità d'acqua che poi diventa disponibile . - spiega l'ingegnree Tonelli - E questo è testimoniato sempre dai dati ISPRA, perché i dati dicono che dal 1950 al 2022, vedete quella linea rossa, c'è una tendenza alla riduzione dell'acqua disponibile. Dell'acqua potabile che noi utilizziamo. Viene frazionata secondo tre parti.
Una parte viene da sorgenti profonde, una parte viene da pozzi, una parte viene da acqua superficiale. Proprio per quello che diceva Mario Tozzi: siamo una nazione giovane, noi abbiamo grande disponibilità di acqua che viene da fonti sotterranee, infatti se vedete in tutta Italia la parte blu rappresenta almeno il 30-40% dell'acqua che viene utilizzata. Noi nel nostro territorio eravamo molto fortunati perché il 100% della nostra acqua proveniva da sorgenti profonde e quindi avevamo un'acqua di un'ottima qualità senza necessità di spese di energia elettrica per poi potabilizzarla o utilizzarla.
Tutto questo però è cambiato perché il terremoto - dice Tonelli - fa danni alle infrastrutture, crea delle valanghe che interessano le nostre sorgenti, ma crea un danno che nessuno si aspettava. Cioè la struttura dei Sibillini, che sono quelle montagne bianche che si vedono quando si arriva ad Ascoli e che è la montagna che dà l'acqua a tutta l'Umbria e a tutta la regione Marche, in questa struttura succede qualcosa di straordinario e impensabile.
Lì vedete rappresentato il Monte Vettore e la Piana di Castelluccio, vedete i movimenti che ha comportato questo movimento tellurico: la Piana di Castelluccio si abbassa di 70 cm, la Piana di Norcia si alza, c'è una sorta di rotazione e questo fa sì che l'acqua che è presente sulla parte a destra del fiume Tronto, che è l'acqua che alimentava le nostre sorgenti, in questo frangente è come se il terremoto avesse strizzato una spugna, quell'acqua è transitata dalla parte del fiume Tronto verso la Piana di Norcia e abbiamo perso 500 milioni di metri cubi d'acqua, una quantità enorme. I fiumi che erano scomparsi nel lato di Norcia sono riapparsi, dal lato nostro invece l'effetto è stato questo, per esempio il fiume Aso, che prima del terremoto era un fiume potente, c'erano molti impianti idroelettrici di oltre 50-70 anni d'età. Per quanto riguarda il fiume Aso, a destra vedete quello che è il fiume Aso dopo l'evento sismico e come le portate a disposizione di questo fiume idrico sono scese.
La disponibilità delle sorgenti prima del terremoto, quella linea blu sul grafico a destra, vedete che avevamo acqua tra 1.100 e 1.400 litri al secondo e quello che vedete sotto invece sono le medie delle disponibilità degli ultimi tre anni, stiamo praticamente alla metà dell'acqua disponibile. Su questo che cosa si incastra? Si incastra questo grafico che vedete qui sotto, questo istogramma, questo rappresenta le rotture che noi annualmente su quei 33 comuni colpiti dal terremoto abitualmente trasformavamo in riparazioni e quindi le rotture del sistema idrico. Vedete che c'è uno storico che varia tra i 700-800 rotture l'anno, a cavallo del sisma raddoppia il numero delle rotture, raddoppiando ovviamente il numero delle rotture è ovvio che aumentano le perdite e quindi ci troviamo hotspot climatico, acqua che ha dato al terremoto maggiore dispersione, una tempesta perfetta che chiaramente ci ha creato una difficoltà enorme e su tutti questi settori bisognava intervenire e quindi abbiamo messo in campo interventi strutturali che sono appunto quelli citati: l'anello acquedottistico antisismico dei Sibillini su i quali abbiamo investito quasi 70 milioni di euro di cui 30 per un finanziamento del BIT e il resto sulla tariffa, abbiamo investito ulteriori 45 milioni per mettere in sicurezza l'acquedotto del Pescara, il primo acquedotto antisismico con 27 milioni dal BIT e 18 dalla tariffa.
Poi abbiamo aggredito il discorso delle perdite perché è ovvio che non esiste una quantità infinita d'acqua, la prima sorgente è proprio data dal risparmio idrico e su questo si sono investiti finanziamenti ottenuti, sul finanziamento della Struttura Sisma 2,3 milioni da parte del Commissario per la prima esperienza di digitalizzazione finalizzata poi alla riduzione delle perdite, un secondo finanziamento nel 2023 su un ambito più importante che riguarda sia Ato 3 che Ato 4 noi, la Regione Marche di circa 26 milioni, di cui 7 per il nostro territorio e infine il PNRR che ci ha finanziato per 22 milioni su un progetto da 27 per digitalizzare i 2.500 km di rete.
Perché era fondamentale tutto questo? Perché se vedete in basso a sinistra quella rossa è la curva della domanda che noi abbiamo ricostruito per il nostro territorio facendo anche proiezioni demografiche, quelle due curve verdi che vedete invece era l'acqua che prevedevano di avere a disposizione con tutto quello che avete visto e con gli impianti di soccorso che nel frattempo abbiamo messo in campo e chiaramente le due cose non collimano, c'è differenza fra quello che serve e quello che abbiamo, per questo è stato necessario mettere in campo una serie di interventi tra cui quelli raccontati, in rosso sono quelli che ha raccontato il dottor Borrelli quando era Capo della protezione civile, con dei finanziamenti ci ha aiutato a potenziare gli impianti di soccorso, quelle che vedete in blu un nuovo potabilizzatore di Gerosa che stiamo realizzando con i fondi del PNRR, l'altro invece è il nuovo potabilizzatore del Tronto che speriamo di veder finalizzato perché questo ci consentirà di ritornare ad avere la copertura della disponibilità d'acqua in mezzo al fabbisogno. L'altro tema è stato quello appunto di aggredire poi le perdite, per aggredire le perdite abbiamo messo in campo una struttura che è quella che vedete con tutta una serie di partner che si basasse prima su un rilievo dettagliato di quello che avevamo e poi nella creazione appunto di un digital twin cioè un gemello digitale che ci permettesse di gestire le reti con una nuova ottica conoscendo nel dettaglio tutte le portate transitanti, tutti i parametri che poi caratterizzano il sistema per poi andare ad intervenire quando uno di questi parametri cambia.
Per farlo abbiamo pensato di mettere in campo tecnologie che
avevamo già sperimentato negli anni passati ma di calarle su nuovi
sistemi, queste erano le esperienze che già avevamo fatti su alcuni
interventi qui ho un nuovo ponte che vedete a sinistra realizzato in
sostituzione di un vecchio ponte ad arco sulla linea appunto del
Pescara, uno dei punti grigi, un ponte come questo fu quello di
Tallacano che crollò quindi qui abbiamo fatto esperienza e questa
esperienza abbiamo deciso di calarla sulla città di Ascoli per
creare un modello, perché ha strade strette, alimentazioni
completamente differenti, perché ha una percentuale di ricopertura
di tombini e prese acquedottistiche enorme, perché ha un pregio nel
sovrasuolo che si ritrova raramente in altre città del nostro
sistema e su questo abbiamo costruito un modello mettendo in campo
tutte le tecnologie più avanzate in merito di rilievo e
digitalizzazione. Per monitorare tutto, chiaramente c'è stato
bisogno insieme ai partner di costruire poi una piattaforma che ci
desse la possibilità di gestire tutto questo mondo, quella che
vedete lì al centro piattaforma che ha realizzato CIIP in
collaborazione con il partner, in questo caso Tecnoart e poi
ne vedremo un'altra che stiamo realizzando con un altro partner che
si chiama Almaviva questa piattaforma ci ha aiutato a gestire
tutto questo mondo digitale dalla parte della restituzione del
rilievo alla parte della gestione del BIM, alla parte della gestione
della strumentazione ed è questa piattaforma che poi ci ha messo in
unione al Comune di Ascoli Piceno, essendo noi una società
interamente pubblica che non dà dividenti, il nostro obiettivo è
quello di dare risorse e servizi ai Comuni. Una visione comune con la
quale abbiamo costruito una eccellenza.
Con l'acquisizione totale della città di Ascoli dentro le mura, nel suo soprasuolo e dell'acquisizione totale della città anche nel suo sottosuolo e non ci siamo ovviamente limitati a digitalizzare le condotti della CIIP, abbiamo digitalizzato tutto quello che c'è nel sottosuolo però ovviamente quello che c'è dentro la CIIP ne abbiamo fatto dei gemelli digitali. Oggi Ascoli Piceno è l'unica città in Italia - afferma il tecnico della Ciip Spa - che può vantare di avere un patrimonio del sottosuolo e del soprasuolo così definito. C'è anche tutto il patrimonio archeologico che viene storicizzato quello che racconta è una visione che dobbiamo costruire insieme perché anche con le soprintendenze ogni singolo intervento che viene fatto sul territorio comunale in realtà può diventare una risorsa, è una fotografia o meglio un modello digitale che a distanza di 30 anni potremo riaprire senza scavare per studiare quello che succede".