il Presidente della Provincia è, per legge regionale, anche Presidente dell’ATA Rifiuti. Quindi in base ad un Decreto Legge confermato dalla stessa nota U.P.I. ho proseguito l’incarico di Presidente della Provincia e dell’ATA.
Ascoli - Ho
sempre servito il territorio nel pieno rispetto della normativa e
reputo, pertanto, le polemiche di alcuni Sindaci riguardanti
l’esercizio delle mie prerogative di Presidente della Provincia e
dell’ATA, come strumentali, inappropriate e ingenerose. Al riguardo
ritengo doveroso fare alcune precisazioni. Non sono stato e non mi
sento un “Presidente
abusivo”.
Una nota dell’U.P.I. del 30 settembre scorso precisava
testualmente: “Il
Governo ha condiviso e accolto attraverso la presa d’atto della
conferenza Stato - Città e Autonomie Locali il documento proposto da
U.P.I., in particolare rispetto a due questioni essenziali. Le
disposizioni vigenti prorogano tutti gli organi in carica, Presidenti
e Consiglieri - anche qualora intervenisse la decadenza per
cessazione
del
mandato da Sindaco o Consigliere Comunale fino allo svolgimento delle
elezioni provinciali. “Sempre
la stessa nota chiosava Il
Presidente in carica è tenuto a convocare i comizi elettorali e
resta in carica, insieme al Consiglio fino allo svolgimento delle
elezioni”.
Solo il 21 ottobre ho appreso con amarezza e sorpresa, come anche
molti miei colleghi Presidenti, della nota del Ministero dell’Interno
che, in risposta ad uno specifico quesito, interpretava che quei
Presidenti di Provincia in scadenza nell’ultima tornata elettorale
dovevano considerarsi decaduti. Appena preso atto di questa
interpretazione mi sono immediatamente fatto da parte.
E veniamo al Piano d’Ambito. Vorrei ricordare alla Sindaca Moreschini di non confondere l’AATO Idrico con l’ATA Rifiuti. In base allo statuto dell’AATO Idrico, il suo Presidente viene infatti nominato dall’Assemblea mentre il Presidente della Provincia è, per legge regionale, anche Presidente dell’ATA Rifiuti. Quindi in base ad un Decreto Legge confermato dalla stessa nota U.P.I. ho proseguito l’incarico di Presidente della Provincia e dell’ATA.
Con
riguardo ai dubbi sollevati sulla legittima partecipazione al voto
del Piano d’Ambito del Comune di San Benedetto del Tronto alla
vigilia del ballottaggio, evidenzio che la partecipazione regolare
all’Assemblea è stata asseverata dello stesso Comune. Non era
certo il sottoscritto, come Presidente dell’ATA, competente a dare
patenti di legittimità a chicchessia.
Sempre sul Piano d’ambito ricordo ai Sindaci che polemizzano che tale programmazione è l’esito di un iter avviato fin dal novembre 2019: all’epoca il percorso e la metodologia operativa nonché le principali proposte oggi sul tavolo sono state vagliate e votate all’unanimità dai componenti dell’Assemblea compresi i Comuni di Castel di Lama, Castignano e Appignano del Tronto. Oltre tutto, a sollecitare il Piano d’Ambito, è intervenuta una lettera del 12 maggio firmata dai Sindaci rappresentanti il 48% delle quote d’Assemblea. Una sollecitazione pervenuta a tutti i Sindaci anche dalla Regione Marche che ribadiva l’urgenza di proseguire nella definizione dell’iter di pianificazione. Chiarito ciò, evidenzio che le singole linee operative erano state già tutte valutate in precedenza dal comitato di coordinamento e dall’Assemblea e il Piano d’Ambito complessivo è stato adottato a larga maggioranza ad ottobre.
Voglio inoltre sgombrare il campo da un equivoco più volte sollevato sulla stampa. Il Piano d’Ambito non autorizza nessuna realizzazione di nuovi impianti né di discariche, ma individua possibili soluzioni per la gestione dei rifiuti in considerazione delle direttive europee, nazionali e del vigente Piano Regionale sui rifiuti. Dico di più: il Piano rappresenta un’opportunità per il territorio di attingere ai fondi dei PNRR, stanziati con i decreti e i bandi ministeriali emanati il 29 settembre. Quindi se qualcuno, per qualsiasi motivo, vuole delegittimare il percorso svolto e perseguire misure che possano determinare il mancato accesso ai fondi europei, se ne assumerà personalmente la responsabilità di fronte ai cittadini. L’ATA ha solo fatto la sua parte. Ricordo altresì che il Piano d’Ambito è stato votato con il 71% delle quote dei Sindaci: significa in termini matematici 3 Sindaci su 4 favorevoli. Credo quindi che la democrazia debba essere sempre accettata di buon grado.
Mi si permetta di fare un’ultima considerazione: il Piano d’Ambito cerca di migliorare la gestione degli impianti pubblici esistenti e di fare in modo che le tariffe diminuiscano nel tempo. Senza l’approvazione del Piano d’Ambito si rischia non solo di incorrere in sanzioni dell’Unione Europea ma di dover trasportare i rifiuti fuori regione con costi insostenibili per le famiglie e le imprese già provate in questo periodo di pandemia e post-terremoto.
Mi
sentivo di chiarire tutto questo per dovere di trasparenza
sull’attività svolta e perché, ribadisco, considero certe
polemiche assolutamente pretestuose e fuori luogo. Ringrazio comunque
di nuovo chi mi è stato vicino, in particolare le strutture della
Provincia e dell’ATA e sottolineo che con tutti c’è stato sempre
un confronto aperto e positivo. Il mio impegno di questi anni come
Presidente della Provincia e dell’Ata è sempre stato quello di
perseguire il benessere di tutti e 33 i Comuni del territorio.
Peraltro l’adozione del Piano d’Ambito non penso mi debba far
dipingere come una sorta di
“Attila
dell’ambiente”, ma al contrario, costituiva uno dei compiti
istituzionali affidatomi.
Sergio Fabiani