Continua a crescere la barbabietola da zucchero nelle Marche e, per la prossima campagna, si prevedono circa 2700 ettari in tutta la regione. Una coltivazione che ha aumentato la sua presenza dell’800% rispetto alla prima storica ripresa, dopo un decennio di abbandono, del 2019. “Come Coldiretti Marche ci credevamo allora, nello scetticismo generale e oggi, visti i risultati, siamo ancor più convinti dell’obiettivo di consolidare il settore per consentire opportunità di reddito e di rotazione colturale – commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Un successo che è merito dell’alta professionalità ed esperienza degli agricoltori marchigiani e della maggiore sensibilità dei consumatori verso l’etica e la qualità che le produzioni di zucchero 100% italiano garantiscono”. Coldiretti ha inoltre chiesto di intervenire, nell’ambito delle opportunità offerte dalla Pac, per far salire il premio accoppiato fino a 1000 euro all’ettaro. Nel frattempo il continuo confronto con la Regione Marche, invece, ha consentito di far passare le misure agroambientali del settore per l’agricoltura integrata da 150 a 200 euro per ettaro, mentre prosegue il dialogo con Interporto, dopo la firma del Protocollo d’intesa e sviluppo sottoscritto lo scorso settembre per arrivare quanto prima al debutto della piastra ferroviaria dedicata al trasporto delle barbabietole da zucchero dalle Marche fino a Minerbio, presso lo zuccherificio Coprob, la realtà cooperativa artefice del Distretto Italiano dello Zucchero. Il trasporto su ferro, oltre a togliere fino a 50 camion al giorno nei due mesi di campagna bieticola-saccarifera, consentirebbe costi minori per tutta la filiera. Importante soprattutto in un periodo storico che vede l’Italia alle prese con maggiori costi energetici rispetto alla concorrenza estera. “Il ritorno della barbabietola da zucchero nelle Marche è uno dei risultati della battaglia ventennale che Coldiretti porta avanti per avere una filiera forte e controllata dal campo alla tavola – conclude la presidente Gardoni – l’agricoltura marchigiana ha tutte le carte in regola per essere protagonista di questo settore”.