Le prime 5 destinazioni, che coprono il 45% del totale, sono: Francia (-3,6%), Germania (+3,7%), Usa (-20,7%), Belgio (+22,4%) e Paesi Bassi (-0,4%). Diminuiscono imprese (-122 unita’) e occupati (-239 addetti).
Ancona, 7 gennaio 2026 - Il settore calzaturiero italiano lancia segnali di progressiva stabilizzazione in un contesto macroeconomico globale ancora incerto. Secondo l’indagine congiunturale condotta dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, i primi nove mesi del 2025 descrivono un comparto che, pur ancora in territorio negativo (-4,1% i ricavi nel campione di Associati su gennaio-settembre 2024), vede un’importante attenuazione della flessione: il terzo trimestre ha registrato infatti un calo tendenziale del fatturato del -0,9%, un dato sensibilmente migliore rispetto alle pesanti contrazioni sperimentate nella prima metà dell’anno.
A livello regionale, nei primi nove mesi del 2025 nelle Marche l’export in valore di calzature e componentistica per calzature mostra una contrazione del -4,4% sull’analogo periodo 2024. Le prime 5 destinazioni dell’export marchigiano, che coprono il 45% del totale, sono: Francia (-3,6%), Germania (+3,7%), USA (-20,7%), Belgio (+22,4%) e Paesi Bassi (-0,4%). La Russia, al settimo posto, perde il -22,4%. Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti) ha subìto a fine settembre, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, un calo di -122 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di -239 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da INPS per le imprese marchigiane della filiera pelle nei primi nove mesi del 2025, si registra un aumento tendenziale del +10,8% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 4,3 milioni di ore.