Sicurezza urbana, Cappelli (Ascoli Bene Comune): 'Non dobbiamo minimizzare. Servono presenza dello Stato e prevenzione'

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Sicurezza urbana, Cappelli (Ascoli Bene Comune): 'Non dobbiamo minimizzare. Servono presenza dello Stato e prevenzione'

Ascoli Piceno 10 Gennaio 2026 – «Negli ultimi giorni la nostra comunità è stata scossa da episodi gravi: la rissa

di Capodanno e l’aggressione avvenuta a Porta Maggiore».

A intervenire sul tema della sicurezza urbana è Gregorio Cappelli, consigliere comunale della lista civica Ascoli

Bene Comune, che richiama l’attenzione su fatti «che preoccupano, che feriscono il senso di sicurezza delle

persone e che non possono essere minimizzati né ridotti a semplici episodi isolati».

«La sicurezza è un diritto, soprattutto per chi vive, lavora e cresce in questa città – sottolinea Cappelli – ed

è un diritto che la politica, tutta, ha il dovere di garantire».

Il consigliere allarga poi lo sguardo al territorio: «Lo stesso vale per ciò che accade a San Benedetto del Tronto,

una città vicina a noi, con cui condividiamo dinamiche sociali, flussi, criticità. I fatti di cronaca che si

susseguono lì come qui ci dicono una cosa chiara: non siamo davanti a emergenze inventate, ma a segnali

reali che richiedono risposte serie».

«Da uomo di sinistra, e da consigliere comunale – prosegue – sento il dovere di affrontare questo tema senza

slogan e senza scorciatoie. La sicurezza non si difende né con l’indifferenza né con la propaganda. Non basta

dire “tolleranza zero”, così come non basta spiegare tutto con il disagio sociale».

Secondo Cappelli è necessario un intervento strutturato: «Serve più presenza dello Stato e delle istituzioni

sul territorio: più controllo e prevenzione nelle aree sensibili, più coordinamento con le forze dell’ordine,

maggiore controllo sulla vendita di alcolici ai minorenni, più attenzione agli spazi urbani, all’illuminazione,

al decoro urbano».

Accanto agli strumenti di controllo, il consigliere ribadisce l’importanza della prevenzione: «Serve anche

intervenire prima che la violenza esploda. Questo significa investire in politiche sociali, educative, culturali.

Significa lavorare sui giovani, sui luoghi di aggregazione, incontro, discussione e condivisione di idee».

«Non è buonismo: è prevenzione. Ed è dimostrato che funziona – afferma –. Chi pensa che la sicurezza sia

solo repressione sbaglia. Chi pensa che parlare di sicurezza significhi “fare un favore alla destra” sbaglia allo

stesso modo.

La sicurezza non ha colore politico, ma ha un valore profondamente progressista».

Infine, l’impegno politico: «A chi oggi ha paura, a chi si sente meno tranquillo nel tornare a casa la sera, voglio

dire una cosa semplice: da consigliere prometto ai cittadini che porterò la questione sicurezza direttamente

in consiglio comunale. Vi ascoltiamo e vi prendiamo sul serio».

«E lavoreremo affinché Ascoli Piceno resti viva, aperta, ma anche sicura. Perché una città giusta è una città

che non chiude gli occhi davanti ai problemi, ma li affronta con responsabilità, fermezza e umanità».