Autotrasporto al collasso: gasolio +30%, imprese costrette a operare in perdita

Autotrasporto al collasso: gasolio +30%, imprese costrette a operare in perdita

 Ascoli Piceno epicentro della crisi. Accusa alla committenza: “Costi scaricati sulle aziende, sicurezza a rischio”.

Marche, [13-04-2026] – Il settore dell’autotrasporto merci è arrivato a un punto critico.

L’incremento del costo del gasolio, che ha raggiunto punte del +30%, sta mettendo in grave difficoltà le imprese del comparto, con un’incidenza che sfiora ormai il 40% sui costi complessivi di trasporto, aggravata dall’aumento generalizzato delle altre voci di spesa.

Nonostante questo scenario, le tariffe restano ferme, generando una situazione sempre più insostenibile: molte aziende sono oggi costrette a operare in perdita e al di sotto dei costi minimi di sicurezza.

La situazione appare particolarmente grave nella provincia di Ascoli Piceno, dove una parte significativa della committenza continua a rifiutare qualsiasi adeguamento tariffario, nonostante l’evidente crescita dei costi operativi.

Secondo gli operatori del settore, si tratta di un comportamento irresponsabile e in contrasto con i principi di sostenibilità ESG spesso dichiarati a livello comunicativo.

La committenza sta scaricando interamente sulle imprese di autotrasporto il peso degli aumenti, ignorando la sostenibilità economica e sociale del servizio e i livelli minimi di sicurezza,” denunciano gli operatori.

Non si tratta più di dinamiche di mercato, ma di una pressione che costringe le aziende ad accettare condizioni insostenibili pur di continuare a lavorare.

Operare sotto costo comporta inevitabilmente una compressione degli standard: manutenzione, investimenti e sicurezza risultano compromessi, con rischi concreti non solo per le imprese, ma per l’intera collettività.

Il quadro che si prospetta è allarmante: riduzione progressiva delle attività, interruzioni nella filiera logistica e impatti negativi sull’economia locale.

Il settore rivolge quindi un appello urgente alle istituzioni e alla committenza, chiedendo interventi immediati e non più rinviabili:

• rispetto dei costi minimi di esercizio

• adeguamento automatico delle tariffe all’andamento del prezzo del carburante

• assunzione di responsabilità da parte della committenza

In assenza di risposte concrete, le imprese non escludono azioni di protesta e iniziative sul territorio.