“Un vero e proprio appuntamento con la storia”. Marco Fioravanti,
in veste di sindaco di Ascoli Piceno ma anche di presidente ANCI Marche e
Consiglio nazionale ANCI, ha definito così l’Ottantesimo anniversario
del Consiglio comunale di Ascoli, celebrato al teatro Ventidio Basso in
presenza di moltissimi amministratori del passato e, naturalmente, dei
consiglieri e degli assessori in carica.
“
Il Consiglio è
la prima espressione democratica dello Stato – ha dichiarato dal palco il
sindaco Marco Fioravanti –
Il primo luogo in cui il cittadino ha la possibilità di far
sentire la sua voce a chi è chiamato a prendere decisioni che
riguardano tutti. Sedere sui banchi, della maggioranza o
dell’opposizione, vuol dire ascoltare, confrontarsi e riflettere. In
sintesi, vuol dire ‘mettersi al servizio della città’, un compito nobile
ma anche una grande responsabilità. Dal 1946 le sedute di Sala Ceci,
prima sede dell’assemblea, e di Palazzo dei Capitani cambiano
ciclicamente i loro occupanti. Anche noi sindaci siamo solo di
passaggio. Ma la voce che risuona nell’aula deve restare la stessa di
sempre: quella degli ascolani e della loro sovranità”.

Presenti, in un
Ventidio Basso gremito in ogni posto, le principali autorità civili,
militari e religiose del territorio, oltre al sottosegretario di Stato
al ministero dell’Interno,
Emanuele Prisco, che ha portato i suoi
saluti.

Molto emozionato il
presidente del Consiglio,
Alessandro Bono: “
Ricoprire questo ruolo in occasione di un appuntamento
tanto importante è un vero onore. La prima assemblea si insediò il 29
aprile di 80 anni fa: da allora è seguito quasi un secolo di
rappresentanza e pluralismo, per il bene di Ascoli e degli ascolani.
Questo evento, così come il volume che abbiamo realizzato per
l’occasione, dà il giusto riconoscimento all’impegno delle donne e degli
uomini che in questo tempo si sono dedicati alla nostra città con
passione e altruismo. Oggi, ricordando ciò che ha rappresentato il
nostro passato, gettiamo le basi per il futuro della comunità ascolana”.

Un intervento pieno di empatia quello di Vincenzo Pecoraro, direttore generale del Comune di Ascoli Piceno: "In trent’anni di carriera ho organizzato tante manifestazioni, ma questa è quella che mi ha emozionato di più, perché mi ha fatto riscoprire cosa significa davvero il Consiglio Comunale. Penso a chi, ottant’anni fa, usciva da una guerra e da una dittatura e si trovava a rappresentare i cittadini: portavano sulle spalle il peso della ricostruzione e della libertà, e questo dà ancora oggi il senso più autentico della democrazia.
Per questo considero il Consiglio Comunale la sua massima espressione. Allo stesso tempo, sento che qualcosa si è perso: dopo Mani Pulite sono scomparse le sezioni di partito, che erano luoghi veri di confronto, anche duro, ma fondamentali per formare classe dirigente e leadership. Io stesso vengo da quell’esperienza, da amministratore negli anni ’90, e so quanto fosse importante.
Oggi si parla troppo facilmente di politica, ma amministrare è un’altra cosa, richiede responsabilità e coraggio. E ce ne vuole molto, soprattutto nei piccoli Comuni, che rappresentano gran parte del Paese ma sono spesso penalizzati da norme pensate per le grandi città.
Nonostante tutto, però, continuiamo ad andare avanti con impegno civico e senso di responsabilità, perché l’Italia è una grande nazione ed è un valore poter esprimere liberamente il proprio pensiero. Viva il Consiglio Comunale, viva la libertà".
Dopo
l’inno nazionale, eseguito dalla Fanfara dei Bersaglieri, la cerimonia
ha vissuto anche momenti di approfondimento, con la lettura della
‘Lettera agli ateniesi’ a cura di Paolo Fratoni e con due dibattiti: il
primo, “Dal Consiglio Comunale al Governo del Territorio”, ha visto la
partecipazione dei presidenti dei consigli comunali di Pordenone,
Francesco Ribetti e di Ancona, Simone Pizzi; il secondo, “Il ruolo del
Consiglio comunale tra storia, diritto e amministrazione locale”, ha
visto sul palco il direttore generale del Comune di Ascoli, Vincenzo
Pecoraro, il segretario generale del Comune di Ancona, Giovanni
Montaccini, il segretario generale ANCI, Veronica Nicotra, e il
presidente della ‘Gazzetta amministrativa della Repubblica Italiana’,
Enrico Michetti.
Non è mancato il
coinvolgimento delle giovani generazioni, con gli interventi del sindaco
dei ragazzi Carolina Cappelli e dei rappresentanti dell’ITS Academy,
oltre allo spazio dedicato al contest delle scuole che ha visto emergere
il lavoro della 5^E dell’istituto Celso Ulpiani. Particolarmente
significativa la consegna delle pergamene d’onore ai sindaci e ai
presidenti delle precedenti consiliature (presenti in sala Gino Andreani,
Valeriano Camela, Nazzareno Cappelli, Guido Castelli, Piero Celani,
Amedeo Ciccanti, Mauro Gionni e Umberto Trenta, assenti per impegni
pregressi Roberto Allevi e Andrea Antonini. A impreziosire la giornata,
l’intervento di Roberta Lazzarini, una delle prime donne a ricoprire il
ruolo di consigliere in città.

In chiusura il momento più toccante,
riservato alla memoria dei primi cittadini del secolo scorso,
rappresentati sul palco da figli e nipoti: Serafino Orlini, Mario
Cataldi, Pacifico Saldari, Vincenzo Aliberti, Antonio Orlini, Luigi De
Santis, Ugo De Santis, Giovanni Forlini, Aldo Loreti e Carlo Maria
Nardinocchi. Sul palco, prima degli scroscianti applausi che hanno posto
fine alla giornata, anche tutti i componenti dell’attuale Consiglio
Comunale e della Giunta Comunale.