Ascoli Piceno, Offida, i vini delle colline: il Piceno svela la sua anima più profonda ai buyer del Nord Europa

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Ascoli Piceno, Offida, i vini delle colline: il Piceno svela la sua anima più profonda ai buyer del Nord Europa

Ascoli Piceno / Offida / Colli del Tronto, 24 aprile 2026 — Si chiude oggi, con il sapore dei grandi vini piceni ancora sul palato e gli occhi pieni di arte, pietra travertinata e merletti, l'educational tour che ha portato nel cuore delle Marche meridionali quindici professionisti del turismo provenienti da sei paesi del Nord Europa. Due giorni intensi, densi di incontri, emozioni e scoperte, che hanno trasformato una visita di lavoro in qualcosa di più difficile da catalogare: un'esperienza capace di cambiare la percezione di un territorio e di aprire, nel calendario delle destinazioni europee, uno spazio nuovo per il Piceno.

L'iniziativa è parte integrante del progetto ATI Piceno next, sostenuto dai fondi strutturali della Regione Marche in forza del programma POR FESR 2021-2027, azione 1.3, dedicata alla crescita sostenibile e alla competitività delle PMI. A organizzare e coordinare l'intera operazione con lucidità strategica e cura dei dettagli è stata ancora una volta Comitel & Partners Srl di Ascoli Piceno, guidata dalla dott.ssa Alessandra Rozzi e dal dr. Piergiorgio Togni: una regia professionale che ha saputo costruire un percorso coerente, capace di offrire ai buyer internazionali non un campionario di attrazioni turistiche, ma una narrazione autentica e convincente dell'identità picena.


Ascoli Piceno: quando la bellezza è di pietra

C'è un momento, entrando per la prima volta in Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno, in cui anche il viaggiatore più smaliziato si ferma. La pietra travertina, bianca e luminosa, riflette la luce in modo che nessuna fotografia riesce davvero a restituire. Le logge del Palazzo dei Capitani, la facciata di San Francesco, i caffè storici sotto i portici: tutto concorre a creare un'atmosfera di bellezza composta e silenziosa che appartiene soltanto a questa città e a nessun'altra.

È in questo contesto straordinario che i quindici tour operator nordeuropei hanno trascorso le ultime due tappe del loro viaggio nel Piceno, lasciandosi guidare tra vicoli medievali, chiese romaniche e scorci che sembrano fotogrammi di un'epoca sospesa tra storia e contemporaneità. Ascoli Piceno non è una città-museo: è una città viva, che porta il peso della propria storia con naturalezza e orgoglio, e che sa offrire al visitatore straniero qualcosa di sempre più raro nel turismo europeo — l'autenticità.


Le Osterie Francescane e l'oliva ascolana: un rito che si tramanda

Il pranzo nel Chiostro Maggiore di San Francesco ha rappresentato probabilmente il momento più memorabile dell'intera permanenza ascolana. Le Osterie Francescane, che abitano questo spazio con la discrezione rispettosa di chi è consapevole di custodire qualcosa di prezioso, hanno accolto il gruppo con la professionalità e il calore che contraddistinguono le grandi tavole della ristorazione di territorio.

Al centro della scena, il titolare Luigi Silvestri: non soltanto un ristoratore, ma un narratore appassionato, capace di intrecciare la storia secolare del luogo con la memoria viva della cucina ascolana. Ai suoi ospiti nordeuropei, Silvestri ha raccontato le origini del chiostro francescano, l'architettura che lo circonda, il senso di quel silenzio particolare che si respira tra le colonne del porticato — e poi, con la stessa intensità, ha descritto la ricetta delle olive ascolane, uno dei piatti simbolo di questa terra.

Un piatto che è molto più di una ricetta: è un rito familiare, una competizione affettuosa tra nonne, una tradizione che si tramanda di cucina in cucina e che resiste, inattaccabile, all'omologazione del gusto globale. Sentirsi raccontare da Luigi Silvestri la storia di ogni ingrediente, la cura nell'impasto, il segreto della frittura perfetta, significa capire qualcosa di essenziale sul carattere di questo territorio — la sua relazione profonda con la materia, con il tempo, con la cura artigianale delle cose fatte bene.

Per un tour operator internazionale, quella tavola apparecchiata nel chiostro francescano è diventata una proposta di viaggio: portare i propri clienti a sedersi lì, a mangiare quelle olive, ad ascoltare quella storia.


L'Assessore Ferretti apre le porte della città

La dimensione istituzionale del tour ha trovato ad Ascoli Piceno un interlocutore di primo piano. Durante la tappa ascolana, il gruppo ha avuto l'opportunità di incontrare e dialogare con l'Assessore Donatella Ferretti, che ha voluto incontrare personalmente la delegazione di buyer internazionali per aprire un canale diretto tra la città e le istituzioni dei territori di provenienza degli operatori.

L'assessore ha proposto una collaborazione strutturata tra Ascoli Piceno e i comuni e le istituzioni dei paesi rappresentati nel gruppo, riconoscendo nell'educational tour non solo un'operazione commerciale di promozione turistica, ma un'occasione per costruire relazioni culturali e istituzionali durature. Un segnale importante: quando un'amministrazione comunale scende in campo con questo livello di coinvolgimento, significa che il progetto è percepito come un'opportunità reale per la comunità, non come un evento episodico destinato a non lasciare traccia.

La disponibilità di Ascoli Piceno ad aprirsi a collaborazioni internazionali, sulla scia di quanto già proposto dal Sindaco di Grottammare, disegna un quadro in cui la promozione turistica e la diplomazia tra comunità si alimentano reciprocamente, costruendo una rete di relazioni che va ben oltre i confini dell'industria dei viaggi.


Offida: il borgo, il merletto, il tempo ritrovato

Nel pomeriggio il gruppo si è spostato verso uno dei borghi più affascinanti delle Marche meridionali: Offida. Arroccata su uno sperone collinare tra le valli del Tronto e dell'Aso, Offida è uno di quei luoghi che non gridano la propria bellezza, ma la lasciano scoprire piano piano, a chi ha la pazienza di salire fino alle sue strade silenziose e ai suoi belvedere affacciati sulle colline punteggiate di vigneti.

L'aria fresca e profumata delle colline picene — così diversa, per i visitatori nordeuropei, dall'aria piatta delle pianure danesi o polacche — ha accompagnato la passeggiata nel borgo, tra le architetture medievali del centro storico e gli scorci sui paesaggi rurali che lo circondano. Ma il momento più suggestivo è stato l'incontro con le Merlettaie di Offida: donne di ogni età che praticano e tramandano l'arte del merletto a tombolo, una delle tradizioni artigiane più antiche e riconoscibili di questo territorio, riconosciuta a livello nazionale e internazionale come patrimonio culturale immateriale.

Guardare le mani di una merlettaia muoversi tra i fuselli con velocità e precisione è un'esperienza che non ha bisogno di traduzione. I tour operator nordeuropei hanno osservato in silenzio, con quella forma di rispetto spontaneo che nasce davanti a qualcosa di autentico e irripetibile. Il merletto di Offida non è un souvenir: è una testimonianza vivente di una cultura materiale che resiste al tempo e che, proprio per questo, parla al cuore di qualsiasi visitatore che abbia voglia di andare oltre la superficie delle cose.


Cantina Velenosi: dieci vini per raccontare un territorio

La giornata si è conclusa con una delle tappe più attese: la visita alla Cantina Velenosi, una delle realtà vitivinicole più rappresentative e premiate del Piceno, con una storia imprenditoriale che è anche una storia di visione, di coraggio e di amore per questa terra.

Ad accogliere il gruppo è stato Matteo Velenosi, figlio della fondatrice Angela, che ha condotto i buyer internazionali in una degustazione di dieci tra i vini più rappresentativi della produzione aziendale, trasformando quello che avrebbe potuto essere un semplice assaggio in un viaggio sensoriale e culturale attraverso i vitigni, i terroir e le stagioni del Piceno.

La passione, la competenza e la simpatia con cui Matteo Velenosi ha raccontato ogni etichetta — le caratteristiche del suolo, le scelte in vigna, i tempi di affinamento, il carattere di ogni annata — hanno conquistato la platea di professionisti, molti dei quali provenivano da mercati in cui la cultura del vino è in forte espansione e la domanda di prodotti di qualità con una storia autentica alle spalle è in costante crescita. Il Rosso Piceno, il Pecorino, il Falerio, il Lacrima di Morro d'Alba: nomi che fino a ieri erano sconosciuti ai più, e che oggi hanno un volto, un profumo, un racconto.

Per il turismo enogastronomico — uno dei segmenti più dinamici e redditizi del mercato dei viaggi europeo — la Cantina Velenosi rappresenta un asset di straordinario valore. Inserirla in un pacchetto turistico dedicato al Piceno significa offrire ai viaggiatori nordeuropei un'esperienza che non troverebbero da nessun'altra parte.


Hotel Casale: l'accoglienza come filosofia

Per tutta la durata della loro permanenza nel Piceno, i quindici tour operator hanno trovato casa presso l'Hotel Casale di Colli del Tronto, struttura che fa parte dell'ATI Picenonext e che ha avuto l'onore e la responsabilità di ospitare l'intera delegazione internazionale.

Il titolare Vincenzo Spinelli ha trasformato quella responsabilità in un'opportunità di rappresentanza per l'intero territorio. La qualità dei servizi offerti, la cura degli spazi e — soprattutto — la calorosa accoglienza personale con cui Spinelli ha fatto sentire ogni ospite benvenuto hanno lasciato un'impressione profonda nei buyer nordeuropei. Non è un dettaglio secondario: spesso, nel giudizio complessivo su una destinazione turistica, è proprio la qualità dell'accoglienza ricettiva a fare la differenza tra un territorio che si ricorda e uno che si dimentica.


I protagonisti del futuro: i buyer che porteranno il Piceno in Europa

Un ringraziamento speciale, al termine di questi giorni straordinari, va ai tour operator che hanno scelto di credere nel Piceno e di investire il proprio tempo per conoscerlo. Tra loro, alcuni nomi che vale la pena ricordare: Katrine Flemmer Nielsen di Bering Travel (Danimarca), Martin Janík di CK Turista (Repubblica Ceca), Mateusz Rogowski di Nature Travel (Polonia), Adomas Pėkis e Laura Pekiene di Piligrimas Travel (Lituania), Aleksandra Banaś di Primoris Travel (Polonia), Alexandra Maria Horvath di Proko Travel (Ungheria), Kristin Fjaeran di Sagareiser (Norvegia) e Rikke Dørum Schönborn di Viljareiser (Norvegia).

Sono loro, con le loro reti di clienti, i loro cataloghi e la loro credibilità professionale sui rispettivi mercati, i veri protagonisti del futuro turistico del Piceno. Ogni brochure che menzioneranno, ogni pacchetto che costruiranno, ogni cliente che convinceranno a scegliere questa destinazione sarà il risultato diretto di ciò che hanno visto, vissuto e sentito in questi giorni tra il mare Adriatico, le colline di Offida, i vicoli di Ascoli e i vigneti di Velenosi.


Una storia che continua

L'educational tour si chiude, ma il progetto Picenonext è appena all'inizio del suo percorso. Ciò che questi giorni hanno dimostrato è che il Piceno non ha bisogno di inventarsi nulla: ha solo bisogno di essere raccontato bene, alle persone giuste, nel modo giusto. Ha una storia millenaria, una natura generosa, una gastronomia di eccellenza, un artigianato unico, una tradizione vinicola di livello internazionale e una capacità di accoglienza che trasforma i visitatori in ambasciatori.