Un concorso "lampo" a tempo indeterminato con requisiti tagliati su misura per chi è già dentro, deliberato da un CdA con il mandato già scaduto. Un’operazione opaca che rischia di trasformarsi in un disastro reputazionale e politico senza precedenti per i soci pubblici.
C’è un limite oltre il quale la gestione della cosa pubblica smette di essere semplice imprudenza amministrativa e si trasforma in una sfida aperta all'etica, al buon senso e all'intelligenza dei cittadini. Quel limite, al Centro Agro-Alimentare delle Marche (CAAM), è stato ampiamente travalicato.
L'ormai famigerato "Bando di Ferragosto" per un posto fisso da Quadro non è soltanto un capolavoro di inopportunità: è un’autentica bomba ad orologeria politica che rischia di far fare una figuraccia monumentale ai soci di maggioranza relativi, in primis il Comune di San Benedetto del Tronto e la Regione Marche.
Picusonline lo dice senza peli sulla lingua e con la massima fermezza: il Consiglio di Amministrazione fermi le bocce, faccia un passo indietro e ritiri immediatamente il bando in autotutela. Continuare a tirare dritto significa esporre le istituzioni territoriali a una gogna pubblica indicibile e a strascichi giudiziari e contabili dall'esito già scritto.
UNA TRAMA A PENSIONE SCADUTA: IL BLITZ DEL CDA
La cronologia dei fatti ha contorni sconcertanti che meritano di essere ribaditi con chiarezza di fronte all'opinione pubblica. Il Consiglio di Amministrazione guidato dai vertici nominati nel settembre 2023 era statutariamente giunto alla fine del proprio mandato con l'approvazione del bilancio 2025, avvenuta il 17 luglio 2026. Ebbene, cosa fa un organo sociale a un passo dal congedo? Invece di limitarsi all'ordinaria amministrazione e lasciare le scelte strategiche al CdA subentrante, il 16 luglio delibera la creazione di un posto fisso a tempo indeterminato (categoria Quadro) da oltre 2.400 euro lordi mensili.
Non solo: la pubblicazione del bando avviene l'11 agosto, in pieno clima feriale, concedendo appena 15 giorni risicati per presentare le domande (con scadenza il 26 agosto). Un tempismo "sospetto" che puzza di blitz estivo, concepito mentre la città e gli ordini professionali sono sotto l'ombrellone.
Le incongruenze imbarazzanti del Bando CAAM:
Punteggi truccati dai refusi: Una griglia di valutazione assurda dove il massimo dell'esperienza professionale vale 20 punti nella premessa, ma diventa di 24 punti poche righe sotto (1 punto per mese fino a 24 mesi). Matematica o magheggio?
Un Concorso che in due settimane è già stato modificato più volte: l'11 agosto viene pubblicato il bando. Il 12 agosto viene corretta l'indicazione iniziale del rapporto di lavoro e viene approvata una griglia analitica non presente nella prima versione. Il 20 agosto viene aggiunta la precisazione sulla domanda “in forma libera”. Il 21 agosto viene ulteriormente precisata la scadenza
Titoli di studio "mutanti": Il bando richiede tassativamente un diploma di scuola superiore ad indirizzo tecnico, ma poi la griglia regala 6 punti anche ai diplomi "non tecnici". Un controsenso logico e giuridico madornale.
Giallo "Tempo Determinato vs Indeterminato": Sul sito ufficiale, nella sezione Trasparenza PNRR, compare un atto dell'Ente che parla espressamente di incarico RUP a tempo determinato. Perché poi sul bando è spuntato il posto fisso a vita?
REQUISITI "SARTORIALI": IL SOSPETTO DEL VINCITORE GIÀ SCRITTO
Ma il vero nucleo incandescente della vicenda — quello che sta già provocando terremoti nei corridoi della politica locale — riguarda la sconcertante coincidenza dei requisiti richiesti. Il bando esige esattamente due anni (24 mesi) di esperienza specifica in società o enti pubblici su progetti finanziati e funzioni RUP. Casualmente, proprio 24 mesi. E guarda caso, attribuisce esattamente 1 punto per ogni mese lavorato, fino a un massimo di 24 punti.
Atti alla mano, risulta che presso il CAAM abbia lavorato negli ultimi due anni proprio una risorsa a tempo determinato con funzioni del tutto sovrapponibili a quelle descritte nel bando. Ci troviamo di fronte a un bando "fotocopia", ritagliato su misura per blindare una posizione e stabilizzare una persona precisa? Se così fosse, non saremmo di fronte a una selezione pubblica trasparente per cercare le migliori professionalità sul mercato, ma a una commedia farsesca dal finale già scritto prima ancora di aprire i plichi delle candidature.
IL DANNO REPUTAZIONALE PER COMUNE E REGIONE
Come possono il Comune di San Benedetto del Tronto e la Regione Marche tollerare che una partecipata pubblica operi in questo modo? Come possono consentire che le risorse pubbliche del PNRR — nate per far fare un salto qualitativo alle infrastrutture territoriali — vengano gestite con procedure che sollevano ombre così dense e inquietanti?
I soci hanno già investito formalmente il Collegio Sindacale e la vicenda è sul punto di esplodere in ogni sede istituzionale e di controllo. Se il CdA del CAAM pensa di poter ignorare gli esposti, le proteste dei soci e i rilievi contabili della Corte dei Conti (già intervenuta in passato sugli equilibri economici precari della società), si illude gravemente. Ma a pagare il conto in termini di immagine, credibilità e dignità politica saranno soprattutto i vertici del Comune e della Regione, accostati nell'opinione pubblica a una figuraccia di proporzioni epiche.
L'APPELLO DI PICUSONLINE AL CDA E AI SOCI
Chiediamo un atto di responsabilità immediato: il bando va ritirato ORA.
Il Consiglio di Amministrazione proceda all'annullamento in autotutela della selezione pubblica. Si lasci che sia il nuovo CdA — legittimato per il prossimo triennio — a valutare l'effettivo fabbisogno del personale con trasparenza, con tempi congrui e senza l'ombra di corsie preferenziali o 'abiti su misura'. Salvate la faccia delle istituzioni prima che sia troppo tardi.
Picusonline continuerà a vigilare giorno per giorno, con il fiato sul collo di chi gestisce la cosa pubblica. La trasparenza non è uno slogan da esibire sulle carte intestate: è un dovere morale e legale. E su questa vicenda non faremo sconti a nessuno.