Intervento del Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui in occasione della seduta aperta dedicata a Carlo Urbani

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Intervento del Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui in occasione della seduta aperta dedicata a Carlo Urbani

 Prima di avviare i lavori odierni, il Consiglio regionale delle Marche ha voluto dedicare questa seduta alla memoria di Carlo Urbani, un marchigiano che con la sua vita e con il suo sacrificio ha dato al mondo intero una delle più alte testimonianze di responsabilità, di competenza e di umanità che la medicina e il servizio pubblico possano esprimere.
Carlo Urbani nacque a Castelplanio, in provincia di Ancona, e da quella terra seppe portare con sé i valori più profondi della nostra comunità: il senso del dovere, la sobrietà, la dedizione agli altri. Medico, infettivologo, ricercatore, ma soprattutto uomo al servizio dei più fragili.
Nel 2003 fu il primo a identificare e a segnalare alla comunità internazionale quella che sarebbe stata riconosciuta come la SARS, una nuova e pericolosa forma di polmonite atipica. La sua tempestiva intuizione scientifica e il suo coraggio professionale permisero all’Organizzazione Mondiale della Sanità di attivare rapidamente le procedure di contenimento dell’epidemia, salvando, secondo le stime degli esperti, migliaia, forse milioni di vite.
Ma Carlo Urbani non fu soltanto uno scienziato. Fu un medico che scelse di stare dove il bisogno era più grande. Per anni lavorò nei programmi di cooperazione internazionale, con Medici Senza Frontiere, portando cure e assistenza nelle aree più difficili del pianeta, convinto che il diritto alla salute non potesse conoscere confini geografici, sociali o economici.
Nel compiere il proprio dovere fino in fondo, Carlo Urbani contrasse lui stesso il virus che aveva contribuito a individuare. Morì il 29 marzo 2003 a Bangkok. Aveva 46 anni.
La sua storia è quella di un uomo che non ha arretrato di un passo davanti al rischio, perché sapeva che la responsabilità verso gli altri viene prima di tutto. È la storia di un marchigiano che ha onorato la propria terra e l’Italia intera con un gesto di straordinario valore civile.
Ricordare Carlo Urbani oggi, in quest’Aula, significa non soltanto rendere omaggio alla sua memoria. Significa anche riaffermare alcuni principi fondamentali: il valore della scienza, l’importanza della cooperazione internazionale, il ruolo della sanità pubblica e, soprattutto, il senso più profondo della parola servizio.
In un tempo in cui il mondo continua a confrontarsi con nuove sfide sanitarie e globali, la figura di Carlo Urbani resta un faro etico e professionale. Ci ricorda che la competenza deve sempre accompagnarsi al coraggio, e che la conoscenza acquista il suo vero significato quando è messa al servizio dell’umanità.
A nome dell’Assemblea legislativa delle Marche desidero quindi esprimere la nostra gratitudine alla famiglia di Carlo Urbani, alla comunità di Castelplanio e a tutti coloro che continuano a custodire e a trasmettere la sua eredità morale.
Le Marche sono orgogliose di lui. E il suo esempio continuerà a parlare alle nuove generazioni, ricordandoci che anche da una piccola terra può nascere una grande lezione per il mondo.

Con questo spirito, dichiaro aperta la seduta dedicata alla memoria del dottor Carlo Urbani.