Quarant'anni fa il sessantotto, l'ultimo tentativo di cambiare

Quarant'anni fa il sessantotto, l'ultimo tentativo di cambiare

Quindici giorni per raccontare l'anno più rivoluzionario del secolo scorso

Martin Luther King. Le truppe sovietiche stroncano la Primavera di Praga. Richard Nixon diventa presidente degli Usa. Quarant'anni fa il 1968.
«Nel cinema il sessantotto italiano – come spiega il critico Della Casa – è stato il più lungo del mondo. È durato una decina d'anni con nomi come Pasolini, Bellocchio, Bertolucci. Ma anche Dario Argento, Lucio Fulci, Salvatore Samperi, Sergio Corbucci, Piero Vivarelli: le loro scelte personali hanno a che fare con la contestazione, proprio come quelle di Lou Castel, John Garko, Frank Wolff. Ma di Sessantotto parlano anche Franco e Ciccio, Edwige Fenech». Si intitola "1968: l'ultimo tentativo effettuato per cambiare (in meglio) il mondo" ed è l'iniziativa nata da un'idea di Gianfranco Bastiani e Francesco Mazzocchi, che, in collaborazione con la Rinascita, il Cineclub e la Compagnia dei Folli, attraverso incontri, eventi e spettacoli, racconterà l'anno più rivoluzionario del secolo scorso.
Il 28 novembre, il 5 e il 12 dicembre presso la Sala Docens di Piazza Roma, tutto il Sessantotto in un triplo blob di sessanta opere, dal cinema popolare a quello colto, fino al documentario: si chiamano “Framenti” i tre film di montaggio originali firmati dai critici Steve Della Casa, Italo Moscati e Giovanni Spagnoletti. Sempre in sala Docens il 29 novembre spazio ad un incontro con l'ex ministro ed esponente del PD Cesare Damiano.
L'8 dicembre al Ventidio appuntamento con lo spettacolo di Shel Shapiro “Sarà una bella società", opera rock di Edmondo Berselli e lo stesso Shapiro, in cui le parole di Ginsberg o di Kerouac sfumano nelle note dei Beach Boys o dei Mamas and Papas. Inoltre è in programma una grande festa danzante in stile anni '60 il 13 dicembre al Palafolli. «La nostra idea è un cantiere aperto – spiega Gianfranco Bastiani – chi volesse dare un contributo, si faccia pure avanti. Sono in programma incontri con Mario Capanna e Gianni Borgna, storico della canzone italiana, ma le date sono ancora da definire. La nostra – conclude Bastiani  - non vuole essere un'operazione nostalgica, rivolta esclusivamente ai cinquantenni, ma speriamo di coinvolgere anche le scuole e l'università».