Piccole imprese nella morsa dei rincari di energia e gas

Piccole imprese nella morsa dei rincari di energia e gas

La CNA di Ascoli Piceno: «Necessario un robusto intervento a favore delle Pmi».

Situazione sempre più delicata sul fronte energia e gas, con famiglie e piccole imprese del territorio che in queste settimane hanno dovuto fare i conti con consistenti rialzi in bolletta e cifre ben lontane da quelle registrate fino a pochi mesi fa.

Numeri alla mano, secondo i dati di Terna per l’energia elettrica e di Arera per il gas elaborati da CNA Marche, nel 2024 le imprese hanno speso 1,6 miliardi di euro per luce e gas, ma i rincari energetici potrebbero portare le bollette a raggiungere quota 2 miliardi di euro, con un aumento di circa il 20% rispetto allo scorso anno. In particolare, a fronte di 4.671 GW/h di energia elettrica consumati nel 2024 la bolletta della luce è costata alle imprese marchigiane 1,2 milioni di euro, che rischiano di diventare 1,4 nel 2025, mentre le forniture di gas sono costate poco meno di 400 milioni di euro per 5.236 GW/h, sebbene con i prezzi attuali quest’anno si arriverà facilmente a sforare il tetto dei 500 milioni.

Per la CNA di Ascoli Piceno, il decreto contro il caro bollette al quale sta lavorando il Governo dovrà prevedere un robusto intervento a favore della platea delle piccole imprese, le più penalizzate dai consistenti rialzi delle bollette. Ad oggi, infatti, a pagare il prezzo più alto dei recenti rincari sono le cosiddette imprese “energivore”, che necessitano di notevoli quantità di energia per le rispettive produzioni. È il caso delle aziende della ceramica, del vetro, della lavorazione di metalli e acciaio e delle tintolavanderie, ma anche le imprese del commercio, alimentari, trasporti e logistica, moda e meccanica andranno incontro a rincari decisamente consistenti. Se nel 2025 la stima di Nomisma energia rispetto alla bolletta energetica si aggira tra i 200 e i 300 euro per una famiglia media, per un’impresa media l’aumento potrebbe arrivare fino a 30.000 euro.

Come sottolineato dalla CNA di Ascoli Piceno, attualmente le piccole imprese pagano l’energia il 40% in più della media europea, con punte del 60% e del 50% rispetto ai concorrenti di Spagna e Francia. Un differenziale non più sostenibile, che compromette la competitività delle Pmi, sulle quali grava gran parte degli oneri generali di sistema.

Una delle poche note liete, in questo senso, è rappresentata dai contributi regionali dedicati alla transizione energetica e alla produzione di energia che, come annunciato la scorsa settimana dall’assessore regionale Andrea Maria Antonini durante un incontro con gli imprenditori CNA, consentirà di realizzare investimenti che spaziano dal fotovoltaico all’eolico in mare, fino ad arrivare alle comunità energetiche e all’agrivoltaico.

«Le piccole imprese del Piceno stanno affrontando una sfida resa sempre più complessa dai rincari di luce e gas - dichiara Francesco Balloni, direttore della CNA di Ascoli Piceno - Per noi è fondamentale che il Governo intervenga con misure strutturali per ridurre il costo dell’energia per le Pmi e garantire loro condizioni di competitività adeguate.

Occorre intervenire al più presto, anche attraverso degli incentivi che consentano alle imprese di investire sull’autoproduzione di energia, favorendo contestualmente la costituzione di comunità energetiche. Se da un lato le scelte della Regione Marche procedono in questo senso, dall’altro il Governo deve garantire tempestivamente l’operatività del fondo da 320 milioni di euro a favore delle micro e piccole imprese per l’installazione di impianti fotovoltaici e mini eolici per l’autoconsumo di energia, una misura fortemente sostenuta da CNA che potrà contribuire in maniera determinante a ridurre i costi delle bollette».