L’Europa mette un prezzo alle emissioni degli inceneritori: il Piano rifiuti delle Marche nasce già vecchio

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L’Europa mette un prezzo alle emissioni degli inceneritori: il Piano rifiuti delle Marche nasce già vecchio

Ancona, 17 luglio 2026 – La proposta presentata oggi dalla Commissione europea per la revisione del Sistema europeo di scambio delle quote di emissione – EU ETS, European Union Emissions Trading System – conferma quanto Marche a Rifiuti Zero sostiene da tempo: bruciare rifiuti produce rilevanti emissioni climalteranti e non può più essere considerato una soluzione gratuita o climaticamente neutra.

La Commissione propone infatti di includere nell’EU ETS gli impianti di incenerimento e coincenerimento di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a tre tonnellate l’ora, comprendendo quindi sostanzialmente tutti gli inceneritori destinati al trattamento dei rifiuti urbani. L’obbligo di acquistare e restituire quote per compensare le emissioni verrebbe introdotto progressivamente dal 2031, fino a raggiungere la copertura integrale delle emissioni verificate dal 2034. Si tratta, al momento, di una proposta legislativa che dovrà essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Per Marche a Rifiuti Zero, questa decisione rende ancora più evidente l’inadeguatezza della scelta contenuta nel Piano regionale di gestione dei rifiuti delle Marche di costruire un grande inceneritore regionale. Siamo davanti a una scelta con un grave rischio economico. I costi delle quote di emissione, insieme ai costi di costruzione, gestione dell’impianto, finiranno inevitabilmente nelle tariffe pagate dai Comuni e dai cittadini».

La stessa Commissione europea riconosce che le emissioni fossili prodotte dall’incenerimento dei rifiuti urbani sono significative e che l’introduzione di un prezzo sul carbonio deve rafforzare la prevenzione, la preparazione per il riuso, la raccolta differenziata, la selezione e il riciclo. La proposta richiama esplicitamente la gerarchia europea dei rifiuti, nella quale l’incenerimento rimane subordinato alla prevenzione, al riuso e al riciclo.

La combustione delle plastiche e degli altri materiali di origine fossile contenuti nei rifiuti produce anidride carbonica che oggi non viene adeguatamente incorporata nei costi industriali dell’incenerimento. L’applicazione dell’EU ETS renderà progressivamente più oneroso bruciare questi materiali e, parallelamente, più conveniente evitarne la produzione, riutilizzarli e riciclarli.

Il rischio è che le Marche si vincolino per decenni a un’infrastruttura rigida, progettata per ricevere quantità costanti di rifiuti e quindi strutturalmente in conflitto con gli obiettivi di riduzione e riciclo. Per ripagare un grande inceneritore occorre alimentarlo: ciò crea il cosiddetto lock-in impiantistico ed economico, che può frenare la prevenzione dei rifiuti, il miglioramento della raccolta differenziata e gli investimenti negli impianti di recupero di materia.

La proposta europea prevede inoltre che i ricavi derivanti dalla vendita delle quote di emissione possano essere utilizzati per sostenere le autorità locali nell’attuazione di misure collocate nei livelli più alti della gerarchia dei rifiuti. La Commissione indica, tra le azioni da promuovere, sistemi di tariffazione puntuale, raccolte basate sul peso, sistemi di deposito cauzionale, raccolte separate e responsabilità estesa del produttore.

La proposta contiene deroghe e possibilità temporanee di esclusione nazionale che Marche a Rifiuti Zero, insieme a Zero Waste Europe, considera eccessivamente ampie. Tali eccezioni rischiano di indebolire il segnale economico necessario per orientare gli investimenti verso l’economia circolare. La direzione politica europea, tuttavia, è ormai inequivocabile: anche l’incenerimento dovrà rispondere economicamente delle proprie emissioni.

Il Piano regionale non può continuare a presentare l’inceneritore come una scelta moderna e strategica mentre l’Unione europea si prepara a tassarne le emissioni. Le Marche hanno ancora la possibilità di evitare un errore destinato a pesare per decenni sui bilanci pubblici, sulle tariffe e sulla transizione verso un’autentica economia circolare. Occorre fermarsi adesso, prima che il progetto diventi un vincolo finanziario e industriale irreversibile.

Per questo motivo invitano tutti a partecipare al presidio davanti al Consiglio Regionale in occasione dell’approvazione del Piano rifiuti.

DATA 28 luglio 2026 ore 10:00

DOVE Consiglio Regionale Regione Marche, Palazzo Leopardi Via Tiziano, 44, Ancona

 

Marche a Rifiuti Zero ETS